28, Giugno, 2022

“Quattro anni per mettere in sicurezza l’Arno”. Cinque opere da realizzare in Valdarno. La promessa di D’Angelis nell’anniversario dell’alluvione di Firenze

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Il 4 novembre di 48 anni fa l’alluvione che mise in ginocchio Firenze. Oggi si fanno i conti con una messa in sicurezza troppo lenta, lungo il corso dell’Arno. Colpa anche della burocrazia, sentenzia Erasmo D’Angelis, che cita il caso della cassa di Pizziconi a Figline: “Ben 26 enti coinvolti, se salta una firma si perdono mesi”

Quattro casse di espansione da realizzare tra Figline e Reggello, cioè quelle di Pizziconi, Restone, Prulli e Leccio, alle quali si aggiunge l’adeguamento della diga di Levane. "Insieme permetteranno di invasare circa 40 milioni di metri cubi di acqua, per ridurre la portata in transito a Firenze in caso di piena a quantità in grado di non provocare danni". 

Sono questi gli interventi che, in quattro anni, dovranno essere realizzati per mettere definitivamente in sicurezza l'Arno. La promessa è di Erasmo D'Angelis, Coordinatore della struttura di missione Italiasicura, che ieri ha partecipato al Consiglio comunale di Firenze, in occasione della commemorazione dell'alluvione del 4 novembre del 1966. 

Occasione per tornare a parlare di opere, specialmente di quelle bloccate o mai partite. Il Valdarno ha purtroppo esempi da offrire. Come quella di Pizziconi, i cui lavori stanno ripartendo solo ora (avrebbe dovuto essere terminata nel 2011), e che lo stesso D'Angelis cita come simbolo della peggiore burocrazia italiana: "Stiamo lavorando sulla brutta abitudine italiana che vedeva opere indispensabili come quelle sull’Arno, ferme o in ritardo perché dipendenti da lunghissimi iter, percorsi decisionali e amministrativi, espropri, firme, documentazioni, che portano a tempistiche del tutto incompatibile con il rischio".

"Basti pensare – ha aggiunto D'Angelis – che l’approvazione dei progetti, il rilascio delle autorizzazioni, l’espletamento di procedure di Via avviene nell’ambito di conferenze di servizi che coinvolgono numeri spropositati di soggetti: per le casse di Figline, ad esempio, sono ben 26! Salta una firma, saltano mesi". E proprio alla cassa di Pizziconi, a Matassino, stamani una troupe di Sky ha intervistato Gaia Checcucci, segretaria dell'Autorità di Bacino del Fiume Arno. 

Lo Sblocca-Italia è lo strumento che, garantisce D'Angelis, permetterà di portare a termine opere indispensabili. "Nessun ricorso potrà più fermarle: superiamo la logica di ricorsi e controricorsi che hanno fatto lavorare più gli avvocati che gli operai e gli ingegneri". Ed eccole, le opere che devono essere realizzate in Valdarno. 

La cassa di espansione di Pizziconi è la prima, e invaserà circa 4,5 milioni di metri cubi di acqua. Ha un costo di 21 milioni di euro, finanziati dall’accordo di programma Stato-Regione del 2005 e interamente coperto da risorse statali e regionali. Sarà pronta, è la promessa, a metà 2015.

La cassa di espansione di Restone invaserà circa 5,5 milioni di metri cubi di acqua ed ha un costo di circa 15 milioni di euro (finanziato ad oggi per circa il 50%). E’ conclusa la progettazione definitiva ed è alla valutazione di Impatto ambientale. Con la copertura finanziaria garantita dallo SbloccaItalia i lavori potranno essere avviati a metà 2015 e sarà pronta a metà 2016.

La cassa di espansione di Prulli ha un volume di 6,52 milioni di metri cubi ed un costo stimato di circa 25,5 milioni di euro. La cassa di espansione di Leccio ha un volume di 10,34 milioni di metri cubi ed un costo stimato di circa 24 milioni. La Regione Toscana sta redigendo il Progetto definitivo di questi due interventi. Saranno pronte a metà 2017.

A monte di questo sistema c’è l’adeguamento e il rialzo della diga di Levane. Il costo è intorno ai 25 milioni di euro: il progetto definitivo è in corso di redazione a carico di Enel. I lavori saranno ultimati, ha affermato D'Angelis, a metà 2018. Complessivamente, dunque, un costo che arriva a 110 milioni di euro, 30 dei quali sono già finanziati e 80 da finanziare (40 da fondi statali dello sbloccaItalia e dell’Adp 2014-20, e 40 dalla Regione).

"Il sostegno del Governo è concreto – ha concluso D’Angelis – e seguiremo con la Regione da vicino il cronoprogramma per portare a termine i lavori nel minor tempo possibile". 
 

Glenda Venturini
Capo redattore

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