05, Marzo, 2026

Punto nascita, le comunicazioni del sindaco in Consiglio a Montevarchi. “Ora servono le azioni concrete”

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Ancora il Punto nascita al centro della seduta di Consiglio di oggi a Montevarchi. All’ordine del giorno sono presenti infatti due punti di discussione sulla base di atti presentati dai gruppi consiliari, una mozione e un ordine del giorno, ma intanto è stato il sindaco Silvia Chiassai Martini ad aprire con una comunicazione in merito.

Chiassai ha riaperto l’argomento: “Finalmente la situazione si sta muovendo. Vorrei sottolineare però che oggi coloro che si proclamano difensori del Punto nascita di Montevarchi, sono gli stessi che avevano firmato a dicembre 2025 quella delibera della Regione Toscana che ne certificava la chiusura, in seguito ad un parere che il Comitato Percorso Nascita Nazionale ha espresso sulla base di dati non reali, forniti in maniera errata”, ha sottolineato il sindaco ripercorrendo ancora la vicenda.

“Sono stati gli stessi presidente Giani e assessore Boni – aggiunge Chiassai – ad annunciare che sarà preparata una nuova documentazione da inviare al Ministero per la revisione del parere, con il nuovo CPNN che si è costituito. Ho richiesto che la documentazione venga mostrata anche ai Sindaci, per ora senza risposta. Lunedì intanto ho incontrato presso il Ministero sia il Direttore Generale della programmazione sanitaria sia il Sottosegretario alla Salute, ai quali ho chiesto che non si parli solo di una sospensione del diniego della deroga, come sembrerebbe intenzionata ad ottenere la Regione legando la richiesta ai lavori sull’A1; questo infatti non garantirebbe un futuro certo al nostro Punto nascita”.

“A questo punto, sono solo due le cose concrete che si possono fare e che chiedo fermamente alla Regione di fare: un Distretto unico del Valdarno aretino e fiorentino, con un atto formale che permetta di indicare la Gruccia come struttura ufficiale per i parti anche per le donne del Valdarno fiorentino; l’altra cosa che chiediamo è l’istituzionalizzazione dei rapporti fra la Gruccia e il San Donato, con una equipe dedicata, che permetta di garantire un’assistenza certa alla neonatologia per rafforzare quello che già esiste, per dimostrare la volontà di garantire migliore sicurezza al Punto nascita per cui viene richiesta la deroga. Queste sono le due azioni concrete che servono davvero. Il resto sono dichiarazioni false o tendenziose che non difendono davvero il futuro dell’ospedale”.

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore
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