Punto nascita della Gruccia, primi segnali di ripresa e nuova richiesta di deroga. Confronto fra la Conferenza dei sindaci e il direttore Torre 

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Il futuro del punto nascita dell’ospedale Santa Maria alla Gruccia è stato al centro della Conferenza dei sindaci del Valdarno aretino che si è svolta questa mattina, durante la quale è stato fatto il punto sull’andamento dei parti nei primi mesi del 2026 e sulle azioni messe in campo per mantenere attivo il servizio.

Al termine della riunione, la presidente della Conferenza dei sindaci Valentina Vadi e il direttore generale della Asl Toscana Sud Est Marco Torre hanno illustrato i risultati del confronto con i sindaci e con i professionisti sanitari, sottolineando l’impegno condiviso per rafforzare il punto nascita e arrivare alla nuova richiesta di deroga al Ministero della Salute.

L’obiettivo rimane quello di raggiungere la soglia dei 500 parti entro la fine dell’anno, parametro considerato fondamentale per garantire la continuità del reparto.

Vadi: “Monitoreremo mese per mese, il punto nascita deve restare aperto”.
Come ha spiegato la presidente della Conferenza dei sindaci del Valdarno aretino, Valentina Vadi, le amministrazioni locali hanno deciso di seguire con attenzione l’evoluzione della situazione. “La Conferenza dei sindaci ha preso l’impegno di monitorare mese per mese l’andamento dei parti, con l’obiettivo di verificare i risultati delle azioni messe in campo dall’azienda sanitaria”.

I primi dati del 2026, secondo quanto emerso durante la riunione, fanno registrare un numero di parti superiore rispetto allo stesso periodo del 2025, un segnale che lascia intravedere una possibile inversione di tendenza. Durante l’incontro sono state illustrate anche le strategie di comunicazione e di organizzazione dei servizi attivate per rendere più attrattivo il punto nascita della Gruccia.

Parallelamente prosegue il lavoro per la nuova richiesta di deroga che la Regione Toscana dovrà presentare al Ministero. Il documento comprenderà una parte organizzativa sui servizi sanitari, a cura della Asl, e un report a cura della Regione relativo ai tempi di percorrenza e alle condizioni delle infrastrutture stradali, elementi considerati centrali per valutare la necessità di mantenere il servizio sul territorio. La Conferenza dei sindaci ha chiesto di poter visionare preventivamente la documentazione prima dell’invio al Ministero. Secondo Vadi “si tratta di un passaggio importante anche per garantire la trasparenza del percorso istituzionale”. Nel 2022, quando fu presentata la precedente richiesta di deroga, i sindaci non ebbero infatti la possibilità di esaminare il materiale prima della trasmissione.

“La disponibilità della direzione generale c’è – ha spiegato Vadi – e la prossima Conferenza dei sindaci sarà dedicata proprio alla presa visione della documentazione prima dell’invio al Ministero”. La presidente ha inoltre sottolineato come intorno al punto nascita si stia mobilitando anche il territorio, ricordando alcune iniziative di sostegno e sensibilizzazione. Tra queste la cena prevista il 27 marzo e l’iniziativa promossa da Torelli, Hanzo, Valdarnopost e Valdarno24 per supportare la comunicazione del punto nascita. “Il punto nascita – ha ribadito la Presidente della Conferenza dei Sindaci – deve rimanere aperto, perché rappresenta uno dei cuori pulsanti del nostro ospedale Santa Maria alla Gruccia”.

Torre: “Il punto nascita della Gruccia è l’unico in crescita nei primi mesi dell’anno”.
Il direttore generale della Asl Toscana Sud Est Marco Torre ha evidenziato come negli ultimi mesi sia stato avviato un lavoro articolato che coinvolge l’ospedale, il territorio e tutto il dipartimento materno infantile. “Le azioni concordate a fine gennaio sono state progressivamente attivate e stanno impegnando quotidianamente il personale sanitario, anche nella relazione con i medici di medicina generale del Valdarno, dell’aretino e delle aree limitrofe del Valdarno fiorentino”.

Secondo Torre i primi risultati cominciano a emergere: “Il punto nascita della Gruccia è attualmente l’unico della rete aziendale che registra un aumento dei parti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Si tratta però – ha precisato – di dati ancora parziali che devono essere letti in un contesto più ampio segnato dalla denatalità diffusa, fenomeno che interessa tutta Italia”.

Parallelamente continua il lavoro tecnico per predisporre la nuova richiesta di deroga al Ministero, dopo il precedente parere negativo. La relazione della Asl sarà integrata anche con quella sugli studi sui tempi di percorrenza e sulle condizioni della viabilità portati avanti dall’assessorato regionale alle infrastrutture. “L’obiettivo è predisporre una documentazione il più possibile rigorosa e approfondita, che sarà condivisa con la Conferenza dei sindaci prima dell’invio al Ministero”.

Comunicazione e servizi per attrarre nuove mamme
Tra le strategie avviate negli ultimi mesi c’è anche un rafforzamento della comunicazione, come ha spiegato la direttrice del presidio ospedaliero del Valdarno Patrizia Bobini. “Sul sito dell’azienda sanitaria è stato pubblicato un video realizzato dagli operatori per far conoscere il reparto e i servizi offerti alle future mamme. Il punto nascita dispone di stanze con due letti e bagno privato, con la possibilità per l’accompagnatore di rimanere accanto alla donna durante il percorso. Tra le opzioni disponibili ci sono la parto analgesia, il parto in acqua e altri percorsi di accompagnamento alla nascita. Sono stati inoltre organizzati incontri informativi rivolti alle donne in gravidanza, sia all’interno dell’ospedale sia nei consultori del territorio, con l’obiettivo di far conoscere meglio le opportunità offerte dal reparto. Gli incontri coinvolgono anche i consultori di Figline e Arezzo, nel tentativo di attrarre future mamme anche dalle aree vicine”.

Dall’inizio dell’anno, ha spiegato Bobini, sono stati registrati 87 parti, un numero superiore rispetto allo stesso periodo del 2025.

Il reparto: “Personale motivato e riscontri positivi dalle coppie”
Dal punto di vista del reparto, il direttore di Ostetricia e ginecologia Filippo Francalanci ha parlato di una risposta positiva da parte del personale sanitario. “Nonostante il momento complesso, il reparto sta lavorando a pieno regime e gli operatori stanno affrontando la situazione con grande determinazione. Molte delle donne che scelgono di partorire alla Gruccia – ha spiegato – esprimono soddisfazione per l’assistenza ricevuta, mentre negli ultimi mesi sono aumentate le richieste di visita al reparto da parte di coppie provenienti anche da altre zone della provincia e dal Valdarno fiorentino”.

Secondo Francalanci il punto nascita offre diverse possibilità, tra cui il parto in acqua e ambienti progettati per rendere il travaglio il più possibile sereno. Il direttore ha riconosciuto che “negli anni passati il reparto ha attraversato alcune fasi organizzative difficili, che possono aver influito anche sulla percezione del servizio da parte della popolazione. Proprio per questo il lavoro in corso punta non solo ad aumentare il numero dei parti, ma anche a ricostruire un rapporto di fiducia con il territorio”.

Il percorso per la difesa del punto nascita della Gruccia prosegue quindi su più fronti: l’aumento dei parti, la nuova richiesta di deroga al Ministero e il rafforzamento della comunicazione sui servizi disponibili. I prossimi mesi saranno determinanti per capire se il reparto riuscirà a raggiungere l’obiettivo dei 500 parti nel 2026, traguardo che potrebbe consolidare la prospettiva di mantenere attivo uno dei servizi considerati strategici per l’ospedale del Valdarno.

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