17, Aprile, 2024

Progetto “Arezzo Cuore”, un premio per chi ha salvato una vita grazie al defibrillatore. Tra loro anche alcuni valdarnesi

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Hanno salvato la vita grazie all’impiego del defibrillatore che avevano imparato ad usare nei corsi di formazione promossi sul territorio. Sono le cinque persone premiate stamani nella Sala dei Grandi del Palazzo della Provincia per essersi distinte nell’uso del defibrillatore e aver salvato la vita ad altrettante persone grazie al suo impiego. L’evento, “La vita: una seconda possibilità”, è stato promosso dall’Azienda Usl Toscana Sud Est e Ufficio Scolastico provinciale di Arezzo con il patrocinio della Provincia di Arezzo.

A Cavriglia nel campo di padel dello Sporting Club Bellosguardo il 22 novembre 2023 tre amici hanno salvato la vita a Lorenzo Giorgi che oggi ha raccontato la sua esperienza. Si tratta di Elena Parigini, Marco Carnicci, Monia Sgaravizzi (nella foto sopra, ndr). Nel dicembre 2023 a San Giovanni Valdarno, in piazza Matteotti, Stefania Lachi ha usato il defibrillatore per salvare una vita (nella foto sotto, ndr). L’uomo colpito dall’arresto cardiaco, purtroppo, però non c’è l’ha fatta a causa delle complicanze ed è deceduto alcuni giorni dopo. Alla premiazione hanno partecipato l’assessore del Comune di Cavriglia, Sonia Tognazzi, e il sindaco di San Giovanni Valdarno, Valentina Vadi, comuni nei quali sono accaduti i fatti.

Durante l’incontro è stato fatto un focus sul sistema di Emergenza-Urgenza dell’Area Provinciale Aretina e sulla nascita, nel 2010, del “Progetto Arezzo Cuore”, affiancato dal 2014 dal progetto “Arezzo Cuore scuola”, con lo scopo di ridurre la mortalità extraospedaliera. Da dieci anni il progetto viene portato avanti nelle scuole aretine, medie e superiori, e da quest’anno anche nelle scuole elementari. L’obiettivo è formare quante più persone possibile alla conoscenza di manovre in grado di salvare la vita a chi è colpito da arresto cardiaco, nel tempo che intercorre tra la chiamata al 112 e l’arrivo del mezzo sanitario, grazie all’uso dell’unico strumento in grado di far ripartire il cuore: il defibrillatore.

“Questo è un progetto importante che permette di salvare la vita a chi è colpito da arresto cardiaco – ha detto il direttore generale Asl Tse Antonio D’Urso – un grazie particolare va all’Ufficio Scolastico provinciale senza la collaborazione del quale questo progetto non avrebbe potuto diffondersi fra gli studenti che hanno avuto modo, così, di conoscere e imparare l’importanza di intervenire con tempestività quando si è di fronte ad un arresto cardiaco. Un progetto che quest’anno, per la prima volta, coinvolge anche i bambini delle scuole elementari: l’impiego del defibrillatore non è fra i loro compiti ma conoscere le regole per riconoscere un arresto cardiaco e cosa fare per salvare la vita alla persona che hanno di fronte può tornare molto utile come lo cronache italiane hanno testimoniato più volte in questi anni. Imparare sin da piccoli il valore della vita e apprendere quelle regole e quei comportamenti da seguire per salvare chi è in difficoltà è importantissimo”.

“I progetti PAD (Pubblico Accesso alla defibrillazione) – spiega il dottor Simone Nocentini, Direttore Centrale 118 Arezzo – hanno successo nel momento in cui riescono a coinvolgere il territorio di interesse sia in termini di defibrillatori presenti che di personale non sanitario formato al loro utilizzo, unito alla presenza di un valido sistema di ricezione della chiamata di soccorso (Centrale Operativa Emergenza Sanitaria). L’estensione capillare dei defibrillatori sul territorio, accompagnati alla formazione delle persone, danno un contributo importante in termini di vite salvate. A tutto questo negli anni si aggiunge l’importante collaborazione con l’Ufficio Scolastico provinciale, e in particolare il team che coordina gli insegnanti di educazione motoria, che ha reso possibile la nascita del progetto “Arezzo Cuore Scuola” e la formazione di tantissimi studenti ed insegnanti. Importante anche la collaborazione con il Centro di Formazione Etrusco, partner fondamentale per la riuscita ed il mantenimento attivo del progetti”.

I corsi organizzati nelle scuole sono differenziati e via via più completi a seconda dell’età degli studenti. Sono corsi BLSD (Basic Life Support and Defibrillation) quelli destinati agli studenti del 5° anno delle Scuole Superiori, sono BLS (Basic Life Support) quelli per gli studenti di medie e superiori fino al 4° anno, mentre quelli rivolti ai bambini delle elementari forniscono indicazioni sui numeri da comporre in caso di necessità, le informazioni da comunicare e i comportamenti da tenere durante la prima assistenza ad una persona in difficoltà.

“Un riconoscimento importante a chi si è prodigato per salvare una vita umana – ha dichiarato Valentina Vadi, sindaco di San Giovanni Valdarno -. Ringrazio il nostro concittadino per essere intervenuto tempestivamente con il defibrillatore. Ringrazio la Asl Toscana Sud Est, il dottor Simone Nocentini Direttore Centrale Emergenza Sanitaria Asl Toscana Sud Est, e le scuole che con i loro progetti mettono a disposizione dei ragazzi e dei cittadini nozioni e competenze fondamentali per aiutare chi è in difficoltà. Essere cittadini e far parte di una comunità significa anche questo, essere in grado di salvare una vita umana. Nel nostro comune, anche su sollecitazione di associazioni o comitati di quartiere, siamo stati in grado di mettere insieme rete di strumenti di defibrillazione che rappresentano un presidio fondamentale per la cittadinanza”.

 

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore

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