15, Agosto, 2022

Potenziali contaminazioni da Keu, anche il sindaco di Bucine all’incontro con Monni per il Piano di monitoraggio

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Il piano di analisi e monitoraggio dell’eventuale inquinamento dovuto all’illecita sepoltura di tonnellate di scarti di lavorazione delle concerie interessa anche la zona dell’impianto dei Lerose a Levane

L’assessora all’ambiente Monia Monni ha incontrato i sindaci di Bucine, Pontedera, Empoli, Montaione, Pisa, Massarosa, Peccioli e Crespina, comuni in cui sono presenti le aree in cui è stato ipotizzato l’impiego di materiale potenzialmente dannoso per l’ambiente e ad oggi oggetto di indagini da parte della DDA di Firenze.

Si tratta dell'inchiesta sulle infiltrazioni della 'ndrangheta in Toscana, che ha messo in luce come si fosse creato un giro per lo smaltimento illegale dei fanghi da lavorazione delle concerie, il keu appunto: rifiuti che sarebbero stati sepolti, secondo le indagini, anche nell'area di proprietà dei Lerose a Levane, nel comune di Bucine appunto. Da qui il coinvolgimento dell'area anche nel piano di analisi e monitoraggio, richiesto peraltro dallo stesso sindaco di Bucine, Nicola Benini.  

“Quello di oggi è stato un incontro molto importante –  spiega Monia Monni –  poiché in questa occasione è stato presentato il piano delle attività di analisi e monitoraggio per individuare eventuali contaminazioni da keu all’interno di siti e impianti di queste zone. Il piano è stato presentato dagli uffici regionali competenti insieme ad Arpat. Inoltre abbiamo costituito i tavoli tecnici, uno per ogni sito, che, oltre ad occuparsi delle analisi dell’area, predisporranno un piano di monitoraggio periodico, al fine di favorire un controllo prolungato e preciso, attraverso controlli ambientali di verifica dei livelli di inquinamento. All’interno dei piano sono già previsti eventuali interventi di rimozione delle sostanze inquinanti, messa in sicurezza e bonifica dell’area, dell’impianto o del sito”.

L’assessora Monni ha poi voluto ringraziare “oltre il personale della Regione e di Arpat, i sindaci. È fondamentale – conclude  Monni – perseguire l’obiettivo primario della salute dei cittadini e dell’ambiente, con collaborazione e impegno istituzionale comune”.

Glenda Venturini
Capo redattore

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