01, Dicembre, 2021

Olio del Valdarno 2021: poco, ma buono!

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Così come non è stata una gran vendemmia, quella del 2021, così non sarà una gran raccolta di olive! Le condizioni climatiche, con gelate seguite da un lungo periodo di siccità, non hanno favorito l’abbondanza.

L’olio del Valdarno ha delle peculiarità che spiccano, connotandolo come uno dei migliori in Italia.

“L’olio extravergine di oliva prodotto nella nostra vallata, presenta delle importanti caratteristiche. E’ un olio di colore verde intenso, aroma fruttato con sentore di carciofo e note di gusto amaro e piccante, ricco di polifenoli e, soprattutto, con una bassissima acidità. Per questo motivo, viene apprezzato a livello non solo nazionale, ma anche internazionale” – queste le parole del responsabile Coldiretti del Valdarno, Alberto Fattorini.

Quest’anno sembra che il quantitativo di olive sarà inferiore. Avremo, comunque, un prodotto di qualità?

“Purtroppo quella in corso è un’annata un po’ particolare, vista la situazione climatica che si è verificata. Siamo partiti, difatti, con una gelata primaverile, seguita da un’estate siccitosa. Fattori, questi, che hanno compromesso in misura importante la produzione delle olive. Si stima una riduzione intorno al 70/80%. Questo però, grazie anche al lavoro dei nostri agricoltori, non ha compromesso le caratteristiche e, di conseguenza, la qualità del nostro prodotto”.

Quali e quanti premi ha vinto l’olio valdarnese nel corso degli anni?

“Il nostro olio ha avuto tanti riconoscimenti, sia a livello regionale, nazionale, che internazionale. A questo proposito, mi viene da citarne alcuni, senza sminuire quelli che non rammenterò: ad esempio il Concorso Internazionale Olio Evo, VPA di Parigi, il Leone d’Oro e anche l’inserimento in guide famose come il Gambero Rosso. Sono, questi, riconoscimenti importanti, che permettono al nostro olio di essere conosciuto nel mondo, oltre a premiare il lavoro dei nostri agricoltori, i quali con passione garantiscono anche il mantenimento del nostro territorio” – termina Alberto Fattorini.

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