Il comune di Castelfranco Piandiscò si prepara ad abbattere altre barriere architettoniche e sociali: proprio nell’ambito del bando regionale Toscana Accessibile, infatti, ha ottenuto finanziamenti per un particolare progetto che si articola in due ambiti.
Il primo prevede l’etichettatura in Comunicazione Aumentativa Alternativa del plesso di Pian di Scò, come già avvenuto anche a Faella e Castelfranco, per consentire accessibilità e supportare studenti che hanno difficoltà comunicative, anche grazie a specifica formazione per i docenti.
Il secondo ambito si concretizza invece nel recupero di uno spazio di proprietà del comune oggi non valorizzato: si tratta dell’edificio che ha ospitato, per alcuni anni in passato, l’asilo nido Piccio Picciò. Uno stabile situato all’inizio di via Molino dei Noci, e che una volta risistemato diventerà uno spazio a disposizione delle persone, delle associazioni, di attività pensate soprattutto per l’inclusione sociale.
A spiegare la novità sono il sindaco, Michele Rossi, e l’assessore al sociale, Orietta Gagliardi.
“Questo – ha detto Rossi – è un progetto che avevamo presentato lo scorso anno, e che è stato ammesso a finanziamento da parte della Regione Toscana, un investimento sull’accessibilità e l’inclusione sociale. Andremo a riqualificare lo spazio dell’ex asilo Piccino Picciò a Castelfranco, un locale piccolo ma significativo, che potrà essere fruito dalle persone, anche per laboratori, mostre, attività di socialità. La Regione ci ha assegnato 43mila euro, a cui si aggiunge un cofinanziamento del 15% del nostro ente. Attraverso la riqualificazione dunque andiamo a recuperare spazi per l’inclusione sociale”.
“Il titolo del progetto nel suo complesso – ha aggiunto Gagliardi – è ‘La Comunicazione Aumentativa Alternativa oltre la scuola’ e prevede, da una parte, l’etichettatura del plesso di Pian di Scò; dall’altra, la riqualificazione e l’abbattimento delle barriere architettoniche nell’ex nido (ex macelli) di Castelfranco. Qui verranno realizzati lavori strutturali e riorganizzati gli spazi per accogliere laboratori, mostre, altre attività sempre con un approccio inclusivo, garantendo l’accessibilità di tutti non solo con la Comunicazione Aumentativa Alternativa ma anche con l’utilizzo del linguaggio Braille. Una opportunità per tutta la collettività”.

