20, Marzo, 2023

“Maltrattato perch gay”, la denuncia di un levanese. La replica della madre: “Non vero, lui il violento”

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Giacomo, 28enne di Levane, racconta la sua storia a tv e quotidiani: “Ho detto a mia madre che ero gay, da l sono iniziati i maltrattamenti da parte sua e di mio zio, poi mi hanno cacciato di casa”. Ma gli avvocati della madre raccontano un’altra storia: l’unica refertata al pronto soccorso sarebbe proprio lei, e Giacomo indagato per maltrattamenti

È una storia con due versioni profondamente diverse, quella che sta emergendo in queste ore in seguito ad alcune interviste rilasciate da Giacomo, 28 anni, di Levane. Lui, neolaureato, ha raccontato di essere stato picchiato e buttato fuori di casa dalla madre, e dal fratello di lei, quando ha raccontato loro di essere omosessuale. Una confessione che non sarebbe piaciuta alla mamma e allo zio. Giacomo racconta di aver ricevuto minacce, ma anche spintoni e botte, finché la madre lo ha cacciato di casa e ha cambiato la serratura. Spiega di aver ricevuto aiuto dal padre, che è divorziato dalla madre. 

Un caso che esplode dopo la vicenda di Malika, la ragazza di Castelfiorentino di cui si è molto parlato nelle ultime settimane, cacciata di casa perché gay. E Giacomo spiega che proprio quella storia gli avrebbe dato in qualche modo il coraggio di raccontare la sua vicenda. E così ha deciso di parlare, e lo ha fatto in interviste ad alcune tv regionali, come Rtv38 e Teletruria, e ai quotidiani, tra cui questa mattina La Nazione. 

Ma alle sue parole fanno da contraltare quelle della madre, attraverso gli avvocati di lei. L'unica persona ad essere stata refertata al pronto soccorso per traumi è proprio la donna, che infatti ha presentato denuncia nei confronti di Giacomo e alle sue parole ribatte duramente: la storia che racconta il figlio non è vera, il violento era proprio lui, e per questo l'ha cacciato di casa. Che fosse gay lo sapevano da tempo, non c'è stata alcuna violenza né discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale. Anzi, la serratura alla porta è stata cambiata proprio perché la donna aveva paura del figlio. 

Giacomo è stato indagato per maltrattamenti e lesioni, ma lui a sua volta ha controdenunciato la madre e lo zio, sempre per maltrattamenti. Una storia complicata, in cui dunque, sempre se ci sarà un rinvio a giudizio, saranno i giudici a dover fare chiarezza. 

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore

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