28, Settembre, 2022

Le macchine volanti di Leonardo ricreate a Montevarchi: materiali e tecniche d’epoca, grazie al contributo di tanti artigiani

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Il progetto è curato dai professori Andrea Bernardoni e Alexander Neuwahl, ed è destinato alla Francia: qui i modelli saranno esposti in occasione di uno degli appuntamenti organizzati per celebrare il 500° anniversario dalla morte di Leonardo da Vinci. Fondamentale l’apporto di artigiani e imprese della zona, che hanno reso possibile la costruzione delle macchine

Prendono vita in un laboratorio di Montevarchi, alcune delle macchine volanti teorizzate e progettate da Leonardo. Ali in stoffa, cucite a mano, unite con corde, bambù, legno e cuoio: materiali dell'epoca in cui Da Vinci le aveva immaginate, lavorazioni e tecniche che rispettano le conoscenze dell'epoca.

 

 

Un progetto che è realizzato dai professori Andrea Bernardoni e Alexander Neuwahl, fondatori del gruppo di studi ArtesMechanicae: sono considerati fra i massimi esperti di Leonardo. Tanto che quest'anno, in occasione del Cinquecentenario dalla sua morte, hanno preso parte a convegni e mostre in tutto il mondo: le ultime in ordine di tempo sono state il 2 maggio in Canada; il 6 giugno alla British Library a Londra; e più di recente l'inaugurazione dell'esposizione al museo Galileo di Firenze, "Leonardo e i suoi libri". 

Le macchine volanti realizzate in Valdarno, invece, sono dirette in Francia, al Musée de la Sologne di Romorantin-Lanthenay, in occasione del convegno di studi su "Il biomimetismo. Imitare la vita da Leonardo da Vinci ai giorni nostri". Una mostra che parte da Leonardo e arriva alle tecnologie più moderne, di cui Da Vinci è stato, in qualche modo, il precursore. 

 

"Qui ripercorriamo in sostanza la teoria delle ali e la storia del volo – raccontano Bernardoni e Neuwahl – prima Leonardo iniziò a disegnare i vascelli volanti per spettacoli teatrali e manifestazioni religiose; da lì, passò a progetti di ali pensate per essere attaccate alle braccia dell'uomo, come delle protesi; comprese quindi che il problema era la mancanza di potenza per far sollevare le macchine, e iniziò a disegnarne di nuove osservando la natura. Nasce così la macchina ispirata alla libellula, con quattro ali che si muovo a coppie alternate, e l'uomo che fa da motore azionando pedali e manovelle". Una delle macchine ricostruite per la mostra. 

 

Ma Leonardo non si ferma. "Scartata anche questa strada, Da Vinci abbandona il volo meccanico e passa a prendere in considerazione il volo planato, e disegna il primo aliante: ne produce modelli anche molto diversi, osservando come si comportano gli uccelli in volo. Così ricostruisce in maniera meccanica le ali dei volatili. E alcuni dei suoi progetti sono molto simili agli alianti di oggi". Ed è questo che si intende per biomimetismo, biomorfismo: imitare le forme e i fenomeni naturali per individuare soluzioni meccaniche innovative. 

 

Non è un caso che queste macchine siano state riprodotte a Montevarchi, in Valdarno. Lo spiegano i responsabili del progetto: "Il Valdarno ha tutte le competenze e artigianalità che sono indispensabili per realizzare queste macchine, concentrare in una zona unica. È un territorio particolarmente felice per consentirci di riprodurre i progetti di Leonardo".

 

 

Tra coloro che hanno collaborato: l'officina Ghiori, di Simone e Filippo Ghiori; Paolo Sereni della Meccanica Sereni;  la Falegnameria BR di Roberto e Simone Bonaccini; la sarta Iliana Toti Manetti della Manetti Italia Pellicceria; Claudio Bossini, pellettiere montevarchino; il falegname Domenico Mancini; Paolo Manetti per la logistica. Da fuori Valdarno, si segnala la collaborazione di un cordaio di Milano, che ha realizzato a mano la rete in corda; mentre da Urbino è arrivata la carta di cotone. 

 

E non è la prima volta che in Valdarno prendono vita progetti di Leonardo Da Vinci: due anni fa, infatti, il gruppo di ArtesMechanicae realizzò altre due macchine, destinate in quel caso ad un palazzo di Dubai in cui il privato committente voleva installarli. E lo scorso gennaio sono stati collocati definitivamente una grande macchina idraulica, perfettamente funzionante; una macchina volante; e altri quattro modelli in scala ridotta. 

 

Glenda Venturini
Capo redattore

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