28, Febbraio, 2024

In pensione Carlo Botti, capo distaccamento dei Vigili del fuoco di Montevarchi. Una vita nei pompieri

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Dopo circa 35 anni di onorato servizio, va ora in pensione Carlo Botti, finora capo
distaccamento dei Vigili del fuoco di Montevarchi. Una vita nel corpo nazionale dei Vigili del fuoco, la sua: iniziò infatti prima con il servizio militare, nel 1982; poi come volontario per alcuni periodi dall’83; infine, in servizio effettivo dal 2 aprile del 1990.

Roma, Milano, l’Amiata, e poi Arezzo fino ad arrivare alla ‘sua’ Montevarchi: Botti ha operato crescendo negli anni anche nella sua posizione, passando a Coordinatore, poi Caposquadra dal 2007 e dal 2018 come Caporeparto. Infine, da agosto 2020, in mezzo al complicato periodo della pandemia, gli viene affidato il compito di guidare l’importante Distaccamento di Montevarchi.

“Sono stati 35 anni intensi, ma sono felice – racconta oggi – perché ho fatto quello che per me è il lavoro più bello del mondo. Posso dire che è stato un sogno realizzato. E nel mio lavoro ho sempre cercato di dare il massimo”. Carlo Botti poi aggiunge: “I Vigili del fuoco operano in scenari complessi e pericolosi, in cui spesso non sai cosa può succedere: ci vuole equilibrio, occorre bilanciare i rischi che fanno parte del mestiere con la consapevolezza e l’obiettivo di salvaguardare la propria vita e quella degli altri”.

Le missioni più difficili? “Dal punto di vista umano, direi sicuramente gli incidenti stradali in cui sono coinvolti giovani. Hanno un impatto emotivo molto forte”. Come è stato operare durante la pandemia? “Ricordo i primi giorni, eravamo sempre in prima linea ma con le difficoltà di chi non sa contro cosa combatte. Non ci siamo mai fermati, abbiamo operato anche insieme al 118 per le emergenze sanitarie, cercando di operare al meglio anche in quella situazione”.

Come è cambiato in questi anni il Corpo dei Vigili del fuoco? “Si è evoluto molto, a mio avviso migliorando sempre. Abbiamo più formazione specialistica, squadre preparate con specializzazioni di intervento, come i SAF, Speleo Alpinistica Fluviale; oppure gli USAR, per la ricerca sotto le macerie. Vorrei citare anche i nuclei NBCR, specializzati in caso di rischio di contaminazioni. Insomma i pompieri hanno aumentato notevolmente la loro capacità di intervenire in scenari anche molto diversi l’uno dall’altro”.

Per il Distaccamento di Montevarchi, cosa si augura? “Intanto buon lavoro ai colleghi, con l’auspicio che si possa vedere magari sia un aumento del personale in servizio, che del
parco mezzi e delle attrezzature, per migliorare sempre”. Qualche rammarico? “Non nascondo che un po’ mi spiace lasciare il mio lavoro, che ho fatto soprattutto sempre con grande passione”.

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore

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