17, Giugno, 2024

Fumi e odori dall’area industriale, il sindaco: “Tavolo tecnico già attivato con Arpat. Senza le loro verifiche non posso intervenire”

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In seguito a una mozione presentata dalla lista civica di opposizione Paese Popolare, la questione è stata discussa nell’ultima seduta di consiglio a Laterina. Il sindaco Catia Donnini ha sottolineato il continuo impegno dell’amministrazione, evidenziando però la mancanza del supporto tecnico di Arpat: “Senza i loro controlli è difficile poter intervenire, anche con un’ordinanza”

La questione dei fumi e odori nella zona industriale di Laterina è stata affrontata martedì sera in consiglio comunale, discutendo una mozione, presentata dal consigliere di opposizione Edy Maria Pulcini della lista civica “Paese popolare”, che al termine del dibattito è stata respinta con il voto contrario dei consiglieri di maggioranza.
 
Nel documento erano riportate una serie di azioni da perseguire da parte dell’amministrazione per cercare di arrivare a una soluzione per la tutela della salute dei residenti della zona e dell’ambiente. Tra questi punti sono stati citati: un censimento delle aziende e relative certificazioni, la numerazione dei camini, l’attuazione di un tavolo di lavoro, uno studio mirato e anche una possibile indagine sulla salute della popolazione. Tutto questo, come spiegato dai consiglieri Pulcini e Sordini, elaborato in seguito a un colloquio avvenuto con Arpat, che ha illustrato loro anche le difficoltà a effettuare i rilievi, poiché al momento del sopralluogo dopo una segnalazione, le emissioni sono già terminate.
 
“In realtà sono tutti aspetti che il comune, anche con le precedenti amministrazioni, sta già perseguendo da alcuni anni”, hanno replicato l’assessore Alberto Severi e il sindaco Catia Donnini, spiegando anche che il tavolo tecnico è in corso da un anno, con la partecipazione della stessa Arpat e anche della Provincia: l’ultimo incontro ha avuto luogo poche settimane fa, nei primi giorni di ottobre.
 
“Senza la consulenza e le verifiche di Arpat, io non posso intervenire. Ma non si deve ritenere che il comune non si preoccupi della vicenda” – ha commentato la prima cittadina – “La vicenda mi interessa sia come amministratore, sia personalmente, in quanto anche io abito a 50 metri da una delle industrie dell’area e ho l’acqua del pozzo contaminata”. Tra le difficoltà anche una difficile interpretazione o addirittura un vuoto legislativo per le norme e le deroghe che potrebbero essere coinvolte nella questione e relative sanzioni.
 
Durante il dibattito, il sindaco Donnini ha affrontato anche i principali punti della mozione: “Un database con i dati delle aziende è già presente, anche con l’elenco delle autorizzazioni, così come una cartografia dei pozzetti redatta da Nuove Acque. Per quanto riguarda il quadro emissivo, ogni volta che la ditta chiede il permesso alla Provincia per delle modifiche, il procedimento vede l’analisi in Conferenza dei Servizi”. Per la questione dei camini, la numerazione era già stata richiesta, ma c’è da fare i conti con le difficoltà e incognite legate ai controlli. “Arpat, inoltre, secondo legge regionale, è tenuta a fare supporto tecnico, con controlli da effettuare soprattutto in caso di segnalazioni. So che stanno affrontando un periodo di tagli economici e al personale, oltre ad altri casi nella provincia da seguire, ma senza la loro consulenza, non posso neanche emettere un’ordinanza”.
 
Prima della votazione, il sindaco ha spiegato anche che a metà ottobre ha avuto un incontro con il direttore della Asl 8 Enrico Desideri per l'ipotesi di effettuare una valutazione dell’impatto sulla salute dei cittadini residenti: “Non è espressamente prevista per legge e soprattutto mi è stato detto che il numero di persone prese in considerazione sarebbe poco significativo statisticamente e potrebbe portare a dati non incisivi. Il dottor Desideri ci ha illustrato anche i costi che il comune non riuscirebbe a sostenere se non con contributo regionale”.
 
“L’impegno dell’amministrazione di Laterina comunque c’è, così come la presenza attiva al tavolo tecnico, iniziato un anno fa, dove Arpat è presente. Ulteriore obiettivo è riuscire a coinvolgere maggiormente anche Nuove Acque nel confronto, poiché questa faccenda interessa non solo aria e terra, ma anche le acque”, ha concluso la prima cittadina.

 

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