07, Agosto, 2022

Finisce all’asta l’ex Toscana Tabacchi di Ambra: per l’intero immobile 2 milioni e mezzo di euro

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Un edificio di 30mila metri quadrati più oltre 50mila di terreno: finisce all’asta un pezzo di storia economica e produttiva della Valdambra. Ex Toscana Tabacchi, poi ex Slito, era stata acquisita dalla TAT una decina di anni fa. Infine il fallimento

All'asta per poco meno di 2 milioni e mezzo di euro: finisce così la storia della ex Toscana Tabacchi, per anni uno dei principali motori di sviluppo economico della Valdambra. Una esecuzione immobiliare promossa dall'istituto bancario creditore nell'ambito del procedimento di fallimento e messa in liquidazione di Tat, Trestina azienda tabacchi, che dal 2005 è diventata l'ultima proprietaria dell'azienda di Ambra.

La storia risale indietro fino alla fine degli anni '70, quando fu realizzato l'impianto originario del tabacchificio. Poi gli anni della produzione, l'ampliamento dello stabilimento, che ha dato lavoro a centinaia di persone. Il passaggio alla Slito avviene in epoca più recente, e lo stabilimento continua a lavorare fino al 2003: poi il calo drastico delle commesse, e la chiusura. 

Lo stabilimento viene acquistato nel 2005 dalla TAT, Trestina Azienda Tabacchi: un passaggio che viene salutato come una boccata d'ossigeno, con la promessa di tornare a produrre a grandi numeri. E invece, un paio di anni più tardi, l'azienda finisce in procedura fallimentare. 

Da allora, lo stabilimento è chiuso, abbandonato a sé stesso per gran parte (solo una piccola porzione è occupata da un'azienda in affitto). Due anni fa torna alla cronaca per uno sversamento nel torrente Ambra: proviene proprio da quello stabilimento, e dal materiale lasciato all'interno senza alcuna bonifica. Arrivano i sigilli della Forestale, poi i contatti con il curatore fallimentare e l'intervento di ripulitura. 

Ora l'ultimo capitolo. L'intero edificio finirà all'asta a marzo, all'Istituto di Vendite Giudiziarie del Tribunale di Arezzo. La base d'asta è fissata in 2 milioni e 475mila euro. 

Glenda Venturini
Capo redattore

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