Fare memoria per costruire la pace: studenti del Varchi a bordo del “Treno della Memoria 2026”

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Tra il 23 e il 27 marzo scorsi anche un gruppo di studenti della classe 4BSC dell’I.I.S. Benedetto Varchi, accompagnati dalla docente Silvia Giuliani, è salito sul “Treno della Memoria 2026”, promosso dalla Regione Toscana, esperienza educativa di grande valore storico e civile, finalizzata alla conoscenza diretta dei luoghi simbolo della deportazione e dello sterminio nazista, a cui hanno preso parte studenti dalle scuole secondarie di secondo grado e dalle istituzioni universitarie di tutta la Toscana, insieme a rappresentanti di molte delle comunità deportate e perseguitate: comunità ebraiche, rom e sinti, comunità LGBTQIA+, associazioni che tengono viva la Memoria dei deportati politici e degli Internati Militari Italiani, insieme alle associazioni antifasciste e della Resistenza.

Come ha sottolineato nella sua lettera di accompagnamento l’Assessora della Regione Toscana Alessandra Nardini, non si tratta di una semplice gita turistica, ma “di un viaggio di profonda consapevolezza, un pellegrinaggio laico, per conoscere l’abisso dell’umanità scavato dal nazifascismo e per riconoscere nel presente i segnali di pericolo che insidiano la democrazia, la libertà e la convivenza pacifica di tutti gli esseri umani. Per non lasciare spazio ai tentativi di negazionismo e di revisionismo, per fare i conti, nel nostro Paese, con le responsabilità del fascismo che non possiamo e non dobbiamo tacere. Per imparare a non restare indifferenti di fronte a discriminazioni, ingiustizie, disuguaglianze e violenze”. Un viaggio più che mai necessario oggi, “in un tempo caratterizzato dal rischio di assuefazione alla guerra, in cui assistiamo nuovamente a genocidi, persecuzioni, e tentativi di deportazioni, in cui il diritto internazionale viene calpestato a favore di una diffusa propaganda di odio e divisione”.

Lunedì 23 marzo il gruppo si è ritrovato presso la stazione di Firenze Santa Maria Novella per le operazioni di registrazione e accoglienza e, dopo i saluti istituzionali, nel corso della mattinata è avvenuta la partenza del convoglio diretto in Polonia. Durante il viaggio gli studenti hanno partecipato ad attività formative e laboratori tematici; si sono svolti incontri con esperti e rappresentanti di associazioni legate alla memoria della deportazione; il treno stesso si è configurato come spazio educativo e di confronto. Nei giorni seguenti gli studenti si sono recati presso il complesso di Auschwitz-Birkenau e successivamente hanno visitato il campo e il Museo Memoriale di Auschwitz I, luoghi di dolore e memoria. Gli studenti hanno avuto anche il privilegio di incontrare e ascoltare le testimoni Andra Bucci e Tatiana Bucci, vivendo un momento di grande intensità emotiva e valore educativo, e hanno assistito al concerto dell’Alexian Group, che ha proposto una selezione di musica Sinti e Rom, una delle etnie perseguitate e deportate nei campi di sterminio. Prima del rientro in Italia, l’esperienza ha previsto anche una visita guidata della Cracovia ebraica, con particolare riferimento alla storia del ghetto e ai luoghi della memoria.

Per la delegazione del Varchi, l’iniziativa si è inserita all’interno di un percorso più ampio di educazione alla memoria e alla cittadinanza attiva, che ha permesso agli studenti di confrontarsi con la storia della Shoah attraverso un’esperienza immersiva e profondamente formativa. Prima del viaggio gli studenti hanno seguito webinar di preparazione con il personale del “Museo della deportazione e della Resistenza” di Prato per un totale di 6 ore; dopo il viaggio sono previste in classe e presso il “Museo della deportazione” delle iniziative di confronto e restituzione dell’esperienza vissuta. L’esperienza del Treno della Memoria si è confermata quindi un percorso di straordinaria efficacia didattica, capace di coniugare conoscenza storica diretta, coinvolgimento emotivo e sviluppo della coscienza civile. La visita ai luoghi della deportazione ha permesso agli studenti di comprendere in modo concreto e profondo le dinamiche della persecuzione e dello sterminio, favorendo una riflessione critica sul passato e sulle responsabilità del presente.

Davvero encomiabile il comportamento degli alunni partecipanti, che si sono distinti per serietà e senso di responsabilità, partecipazione attenta e costante a tutte le attività proposte, rispetto dei luoghi visitati e del loro valore simbolico, sensibilità e maturità nelle riflessioni espresse, atteggiamento sempre corretto, collaborativo e pienamente adeguato al contesto. Le studentesse e gli studenti hanno dimostrato di essere sempre all’altezza della complessità e della delicatezza dell’esperienza, contribuendo a creare un clima di ascolto, rispetto e consapevolezza. Tornare non è stato per loro un ritorno qualsiasi, ma la responsabilità di portare con sé quanto visto e trasmetterlo, diventando vere “sentinelle di Memoria”. Perché ricordare non è guardare indietro, ma scegliere da che parte stare oggi, in un presente in cui si continuano a replicare gli errori del passato.

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