12, Febbraio, 2026

Ex Bekaert di Figline, il via libera alla riconversione non arriva. La Cisl: “È assurdo. Questo territorio ha ancora interesse per il lavoro?”

Articoli correlati

In Vetrina

Più lette

In Vetrina

“E’ davvero assurdo che dopo 4 anni di iter autorizzativi e valutazioni da parte di quasi 40 enti, dalla Soprintendenza arrivino oggi prescrizioni tali che di fatto equivalgono a una bocciatura che compromette l’intero progetto.” A dirlo è il segretario generale Cisl Firenze-Prato, Fabio Franchi, in merito alla riconversione e reindustrializzazione del sito ex Bekaert a Figline Valdarno, che secondo le ultime notizie, come riporta oggi Repubblica Firenze, sarebbe bloccato dai paletti fissati dalla Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Firenze.

Una riconversione che dunque da anni non parte in attesa dei via libera degli enti, nonostante gli investitori coinvolti nel progetto Era Green Valley fossero pronti per avviare i lavori. “Siamo di fronte – dice Franchi – a un gruppo di investitori che da 4 anni sta cercando di districarsi nella matassa della burocrazia per un progetto da 170 milioni di investimenti e 200 posti di lavoro, che riguarda il settore delle rinnovabili e che risanerebbe almeno in parte la ferita subita 8 anni fa da questo territorio con la chiusura della Bekaert. Ed è tanto più assurdo perché non stiamo parlando del centro storico di Firenze, ma del recupero di un’area industriale degradata e di una ex cava di estrazione!”

“E allora la domanda che dobbiamo porci – prosegue il segretario Cisl – è se questo territorio ha ancora interesse per il lavoro. Perché pur comprendendo che tutti gli enti debbano svolgere il loro compito, bisogna prendere consapevolezza che su questa strada abbiamo davanti a noi il deserto, senza investimenti, senza imprese, senza lavoro. E’ indispensabile cercare sempre l’equilibrio giusto, per creare posti di lavoro, nella tutela di ambiente e storia. Gli eccessi, su entrambi i fronti, sono ovviamente dannosi per la società. Ma deve essere chiaro a tutti che gli eccessi di tutela del passato stanno diventando socialmente insostenibili.”

“La metalmeccanica – aggiunge la segretaria Fim-Cisl Toscana, Flavia Capilli – sta subendo un impoverimento industriale generato da abbandoni e delocalizzazioni verso paesi europei con un livello di burocrazia minore e infrastrutture all’altezza. Per questo dobbiamo snellire la burocrazia, per creare nuovi posti di lavoro, per poter ridistribuire reddito e fiducia ad un territorio che ha già pagato un prezzo altissimo in termini occupazionali.”

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore
[rp4wp limit=4]
[rp4wp limit=4]

Articoli correlati