07, Dicembre, 2021

Contro la violenza sulle donne, l’impegno della Asl. In provincia di Arezzo 167 casi di Codice Rosa dall’inizio dell’anno

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Un’intera settimana per sensibilizzare sul tema della violenza sulle donne affinché l’attenzione su questo problema resti sempre alta. Quest’anno, oltre alla consueta celebrazione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il 25 novembre, la Asl Toscana sud est ha aderito all’Open week dal 22 al 28 novembre, iniziativa di Onda, Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna, dedicata proprio a questo argomento.
Nell’ambito dell’Open week, da lunedì 22 novembre, sulla homepage del sito https://www.uslsudest.toscana.it/ e sulla pagina Facebook dell’Azienda sarà presente un link alla pagina del Codice Rosa, dove si trovano tutte le informazioni utili per chi subisce un atto di violenza e non sa come orientarsi: ci sono tutti i collegamenti ai servizi di supporto per le vittime di violenza, come il numero 1522, i riferimenti dei centri anti-violenza territoriali e il manifesto della Asl, realizzato durante il lockdown per tutelare e proteggere maggiormente le vittime durante la pandemia che ha rappresentato un momento particolarmente delicato anche da questo punto di vista.

A sostegno delle vittime di violenza, ormai da più di 10 anni, è costantemente operativa la Rete regionale Codice Rosa, diretta dalla dottoressa Vittoria Doretti che ne è l’ideatrice. A farci capire che non bisogna mai abbassare la guardia su questo fenomeno sono i dati degli accessi per Codice rosa ai Pronto soccorso della Asl Toscana sud est, relativi ai nove mesi del 2021. In particolare in provincia di Arezzo sono stati 167 dall’inizio dell’anno i Codici rosa, per la maggior parte episodi di maltrattamento subiti da donne adulte. Confrontandoli con lo stesso periodo dell’anno precedente si denota un aumento sia per gli adulti che per i minori, in particolar modo nel 3° trimestre. “Tale incremento – spiega la Asl – è in parte interpretabile alla luce della fine del periodo di lockdown e al ritorno ad una sorta di normalità dove si può uscire e circolare più liberamente, seppure sempre con le dovute cautele, e le vittime di violenza si sono sentite più tranquille a rivolgersi anche fisicamente al Pronto soccorso per essere prese in carico dal percorso Codice Rosa e ai centri anti-violenza”.

Di contro, infatti, in piena pandemia si era assistito a una diminuzione degli accessi al pronto soccorso, mentre nel contempo aumentavano drammaticamente gli episodi di violenza contro le donne e le richieste di aiuto al 1522 (numero anti-violenza e stalking), in particolare di violenza domestica. Le indicazioni di restare in casa, necessarie a contenere il contagio, hanno reso le donne ancora più soggette a episodi di violenza domestica, impossibilitate a chiedere aiuto recandosi ai centri di riferimento, isolate da parenti o amici a cui poter chiedere supporto, fisicamente “costrette” ad una vicinanza continua con il partner maltrattante.

“La nostra Azienda – spiega il dottor Claudio Pagliara, direttore Unità operativa semplice Codice rosa, salute e Medicina di genere della Asl sud est – è sempre attenta a cogliere quelli che sono i segnali che emergono dai dati che raccogliamo ogni anno sulla violenza. Sono la cartina tornasole per monitorare anche il livello di attenzione e di preparazione che gli operatori hanno sul tema della violenza  I dati possono essere ovviamente condizionati da fattori sociali ed economici contingenti o come in questo caso legati agli effetti della pandemia. A tale proposito infatti, già dai primi mesi del 2020 abbiamo aggiornato le procedure ospedaliere e territoriali calibrandole sulla situazione pandemica per assicurare nonostante le restrizioni necessarie la stessa prontezza d’intervento e la stessa qualità dell’assistenza”.

“Nonostante l’ulteriore impegno umano e professionale che l’emergenza sanitaria da Covid ha richiesto a tutti gli operatori della sanità – commenta la dottoressa Vittoria Doretti – la Rete Codice Rosa ha mantenuto lo stesso livello di risposta di sempre, dimostrando il suo carattere di resilienza. La nostra attenzione si focalizza sulle diversità e l’inclusione sia per operatrici e operatori, sia nei percorsi. Attenzione massima anche per tutte le forme di discriminazione di genere. Il riconoscimento di questi aspetti e la conseguente tempestiva attivazione delle connessioni per fornire risposte immediate alle esigenze di cura e di avvio a percorsi dedicati passano da un rafforzamento dei percorsi e del dialogo con le istituzioni e i centri antiviolenza. Il 2022 segna un’altra tappa fondamentale della storia della Rete Codice rosa, ovvero 10 anni da quando la Rete è diventata regionale: molti importanti traguardi sono stati raggiunti nella lotta alla violenza, ma la strada verso l’eliminazione è da ancora da percorrere e ogni giorno ci poniamo nuovi obiettivi. Quanto realizzato a tutela delle donne e di ogni persona che subisce atti di violenza è frutto della collaborazione di tanti professionisti. Ringrazio pertanto tutti gli operatori e le operatrici della Rete e la direzione aziendale per aver favorito questo processo culturale, perché Codice rosa non è solo protocolli e procedure, ma è soprattutto crescita culturale istituzionale”.

Glenda Venturini
Capo redattore

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