09, Agosto, 2022

Condannato in primo grado a 7 anni e 2 mesi l’uomo che lo scorso anno aveva violentato una donna

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È stato condannato in primo grado di giudizio a 7 anni e 2 mesi di reclusione l’uomo che nell’agosto 2021 commise una violenza sessuale nei confronti di una donna conosciuta durante una serata trascorsa in un bar del Valdarno aretino. L’uomo venne identificato e arrestato in meno di ventiquattro ore, grazie al lavoro dei Carabinieri della locale Stazione e del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di San Giovanni.

A dare l’allarme, intorno alle 1:30, era stata una vicina di casa della vittima, che aveva chiamato la Centrale Operativa di San Giovanni raccontando, fortemente scossa, di aver sentito delle grida di aiuto provenire dall’abitazione accanto. I soccorsi, giunti sul luogo della segnalazione, compresero subito che si era trattato di una violenza sessuale. Grazie alle dichiarazioni dei testimoni e della vittima, il quadro fu subito chiaro: la donna aveva trascorso la serata in un bar del centro storico, e lì aveva conosciuto un uomo, con cui aveva parlato a lungo. Poi aveva fatto rientro a piedi a casa, distante solo poche centinaia di metri, dove però si era trovata di fronte a quell’uomo che, con la forza, l’aveva costretta a farlo entrare a casa e a consumare un rapporto sessuale, nonostante le ripetute grida di aiuto e i tentativi di divincolarsi della donna. Solo una volta sorpreso in flagranza da alcuni passanti, insospettiti dalle grida di aiuto della donna e dai rumori di colluttazione provenienti dall’abitazione, l’uomo si era frettolosamente rivestito ed era fuggito a piedi.

I Carabinieri della Compagnia di San Giovanni, una volta affidata la vittima alle cure dei sanitari, avevano subito avviato le indagini, incentrando le ricerche su un soggetto noto agli investigatori, corrispondente al profilo dell’uomo sia per descrizione che per analoghi precedenti di polizia. Nelle ricerche furono coinvolte tutte le pattuglie disponibili quella notte, compresi carabinieri non in servizio: non venne trovato a casa, né, alle prime ore del mattino, presso il luogo di lavoro.

Analizzando insieme alla Polizia Municipale le telecamere private e comunali disseminate lungo l’itinerario fra il bar e la casa, i Carabinieri riuscirono intanto ricostruire un ulteriore tassello della serata: la vittima, mentre rincasava, era stata colpita da un malore, ed era stata raccolta e ricondotta a casa da quello che, poco dopo, si sarebbe trasformato nel suo aggressore. Identificato definitivamente l’uomo, vennero intensificate le ricerche, a cui partecipò tutta l’Arma Valdarnese, compresi i Carabinieri Forestali. Alla fine lo trovarono a casa di un conoscente e lo sottoposero a fermo di indiziato di delitto, poi convalidato.

Meno di un anno dopo, con la condanna in primo grado ad oltre 7 anni di carcere, si è giunti ad un primo punto fermo di questa brutta vicenda.

Glenda Venturini
Capo redattore

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