28, Settembre, 2021

Complesso residenziale di lusso, tra Bucine e Laterina Pergine, sequestrato dai carabinieri forestali

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I carabinieri forestali della stazione di Montevarchi, coadiuvati dai colleghi del Gruppo ambiente della Procura di Arezzo, hanno sequestrato intere porzioni di un importante complesso residenziale di lusso situato nelle colline tra i Comuni di Bucine e Laterina Pergine Valdarno. L’attività, coordinata dal Pubblico Ministero Laura Taddei, si è incentrata su una serie di lavori ed opere realizzate all’interno di un’area di circa 176000 metri quadrati risultati sprovvisti di autorizzazioni edilizie e in parte paesaggistiche.

I fatti risalgono allo scorso mese di marzo quando da una indagine dei carabinieri forestali è stata accertata l’esistenza di alcune opere in fase di realizzazione costituite da alcuni ampliamenti volumetrici e allargamento di strade esistenti senza che fossero state richieste e quindi ottenute le previste autorizzazioni. Nonostante il sopralluogo dei carabinieri e un’ordinanza di demolizione adottata dal Comune di Laterina Pergine Valdarno la proprietà, invece di interrompere i lavori e avviare le previste demolizioni, ha continuato gli abusi e ne ha realizzati di nuovi (accertamenti eseguiti dai carabinieri mediante l’impiego di droni): nel corso dell’ispezione disposta dalla Procura di Arezzo il sequestro ha, infatti, interessato non solo le opere precedentemente accertate (addizioni volumetriche, archi decorativi, allargamento di due strade di oltre 400 metri di lunghezza e chiusura di una strada vicinale ad uso pubblico mediante un passo carraio in cemento) ma si è esteso anche ad una nuova e ulteriore strada con parcheggio e ad una pavimentatura in malta cementizia di recente realizzazione.

Il sequestro preventivo di parte del complesso, è stato poi convalidato dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Arezzo Giulia Soldini che, nella propria ordinanza, ha sottolineato “gli archi e l’addizione sono inseriti in alcun progetto approvato peraltro quest’ultima oggetto di un provvedimento di diniego della sanatoria; la recinzione non rispettava i regolamenti comunali ed in parte risultava realizzata all’interno di area sottoposta a tutela paesaggistica senza la relativa autorizzazione; la strada vicina arbitrariamente interrotta risultava ad uso pubblico come accertato delle stesse amministrazioni comunali coinvolte negli accertamenti e segnatamente il Comune di Bucine e Laterina Pergine Valdarno”

Nell’ordinanza vengono poi riportate le testimonianze da parte di alcuni ex direttori dei lavori, precedentemente impiegati in quell’area, che avevano interrotto il loro rapporto di lavoro con la proprietà poiché pretendeva, a loro dire, la realizzazione di opere che, secondo la normativa, non sarebbero stati conformi.

Il Giudice ha, quindi, ritenuto che la libera disponibilità dell’area (agli aventi diritto) potesse aggravare le conseguenze  dei reati ipotizzati poiché ‘’a ben vedere i lavori non si erano fermati neppure dopo il controllo del marzo 2021, anzi. Nonostante l’intervento dei Carabinieri e dell’ordinanza di demolizione -scrive il GIP- le opere abusive già rilevate erano state o ultimate o modificate, ma non solo; si era anche proseguito con la realizzazione di ulteriori nuove opere in assenza dei prescritti titoli; infine poiché il reato era sicuramente in corso al momento dell’intervento della P.G. deve ritenersi senz’altro sussistente la situazione di urgenza che ha condotto al sequestro d’iniziativa.’’

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