Castello di Sammezzano, iniziati i lavori di messa in sicurezza. Le immagini esclusive prima del restauro

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“Il marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona, ha bene vigilato sul Castello”, con questa frase Giorgio Moretti ha voluto sottolineare le condizioni del Castello di Sammezzano, acquisito da poco tempo dalla sua famiglia, conservatosi, nonostante tutto e con le sue criticità, abbastanza bene. E da qui prende il via la rinascita di un gioiello del territorio valdarnese.

Questa mattina la famiglia Moretti, il padre Giorgio, la figlia Ginevra, il genero Maximilian Fane e la nipotina Morgana hanno accolto al Castello i giornalisti, per l’ultima volta prima degli interventi da effettuare. Da ieri, infatti, sono iniziati i lavori di messa in sicurezza della struttura e da un mese quelli per il Parco. All’inizio del 2026, secondo gli auspici della famiglia Moretti, dovrebbero prendere il via le opere di restauro per concludersi in due anni. Un progetto grandioso che finalmente dopo tantissimi anni ridarà vita al Castello di Sammezzano facendolo diventare, insieme al Parco con 700 sequoie e tanti altri alberi monumentali, un Museo aperto a tutti e una struttura ricettiva.

Giorgio Moretti: “Oggi è l’ultimo giorno in cui potevate avvicinarvi. Dopo i permessi ottenuti dalla Sovrintendenza da ieri sono iniziati i lavori di messa in sicurezza. Abbiamo già iniziato da un mese l’attività di ripulitura del Parco. Oggi, quindi, è il punto di partenza”.

Sul perchè dell’acquisizione da parte della sua famiglia risponde: “Siamo di qui e quando io inizio una cosa solitamente la porto in fondo. Siamo molto coinvolti e poi mia figlia Ginevra e mio genero Max hanno preso una decisione di vita. Non so se saremmo riusciti a fare un’operazione come questa in maniera fredda e asettica, senza la passione e il cuore. Io sono convinto che ce la facciamo”.

Sull’irruzione dei giorni scorsi al Castello: “Abbiamo 60 telecamere, la guardiania, le sirene ma il Castello è quassù, quindi quando suona l’allarme dobbiamo arrivare qua. Io devo per questo ringraziare i carabinieri: infatti 5 persone sono state prese. Non volevamo denunciare ma formuliamo a questi ragazzi l’invito di venire a operare insieme agli “Angeli del bello” di Reggello per fare cose positive per la comunità. Da oggi abbiamo la guardiania fissa, non possiamo fare diversamente. Ci dispiace ma perchè fare cose di questo tipo? E’ un oggetto che merita rispetto, che è pericoloso. Speriamo che non risucceda. Non abbiamo uno spirito persecutorio ma l’obiettivo è spiegare che non si può fare anche per la loro salvaguardia”.

I prossimi passi da compiere: “Entro breve presenteremo il progetto di restauro alla Sovrintendenza e a tutti gli enti amministrativi, Comune e Regione. L’iter avrà bisogno di tempo. Già i lavori per la messa in sicurezza ci facilitano negli interventi successivi. Noi auspichiamo di poter partire con il restauro dell’interno del Castello all’inizio del prossimo anno. Una volta terminati i lavori il piano nobile verrà tenuto aperto tutti i giorni, con funzioni equivalenti a un museo. Nella parte restante verrà ripristinato l’hotel. Il Parco, poi, è un oggetto estremamente pregiato, ha 700 sequoie, un unicum europeo, la parte monumentale è di 65 ettari. Dovremo chiuderlo, durante i lavori, per motivi di sicurezza. La casa di caccia, in gravi condizioni, tornerà ad essere un pezzo dell’albergo. L’eco mostro verrà demolito e ci faremo un oggetto più piccolo e più attinente al luogo. Quindi l’area sarà prevalentemente museale e parzialmente alberghiera. Confidiamo di terminare i lavori in un paio di anni, usufruendo delle maestranze del territorio.”

Piero Giunti, sindaco di Reggello: “Quando ho incontrato per la prima volta la famiglia Moretti, Giorgio, Maximilian, Ginevra, ho avuto chiara la sensazione di trovarmi di fronte a degli imprenditori che legittimamente fanno un intervento, investono su un territorio, però con la consapevolezza di avere acquistato non solo un importante bene come il castello o il parco monumentale, ma anche di avere acquistato un luogo che è caro e prezioso ad una comunità. Come si sono mossi nei primi mesi dimostra la loro attenzione e la loro sensibilità e, lasciatemelo dire, anche la serenità, perché si sono presentati alla comunità di Leccio, che in questi anni ha sempre lavorato attraverso anche il Comitato Sammezzano, presieduto da Massimo Sottani, per mantenere vivo questo luogo e l’attenzione su un importante monumento come quello del Castello e del Parco”.

“Quindi siamo per adesso molto contenti di come la cosa si sta evolvendo. Devo dire una cosa: io credo che quando un imprenditore si presenta in comune dal sindaco deve avere due risposte chiare: tempi certi e procedure chiare su come intervenire e sviluppare il proprio investimento. Quindi ognuno deve fare la sua parte. Il Comune ha messo a disposizione i suoi uffici, ha messo a disposizione la competenza della propria amministrazione, dei suoi dirigenti, proprio per lavorare affinché ciò che loro hanno in testa, il loro sogno, il loro progetto, nel rispetto delle normative e anche delle tempistiche, si realizzi. Il tempo non è una variabile indipendente, quindi in collaborazione e in sinergia con la Sovrintendenza, con la Regione Toscana, si può istaurare un percorso chiaro e con tempi certi, perché chi investe ha bisogno anche di capire quando realizzerà ciò che è il suo sogno”.

Nella mattina, infine, è stato siglato l’atto della nascita anche a Reggello del gruppo “Angeli del Bello”, i volontari che si occupano di decoro urbano, prendendosi cura di spazi e beni pubblici.

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore
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