Il tempo lungo al nido d’infanzia “Piccino Picciò” di Castelfranco sarà esteso a tutti coloro che ne hanno fatto richiesta, e non limitato soltanto ai bambini con entrambi i genitori impiegati a tempo pieno come previsto inizialmente. A seguito di un ricorso al Tar, promosso dagli Avvocati Luigi Monaco e Carlotta Padrini nell’interesse dei genitori di un bimbo, e dell’ordinanza cautelare del TAR Firenze, il Comune di Castelfranco Piandiscò ha deciso infatti di annullare in autotutela la graduatoria, ripristinando il modulo lungo (7:30-17:30) per tutti i bambini coinvolti. L’Amministrazione aveva precedentemente introdotto, con la Delibera di Giunta n. 49/2026, una restrizione che garantiva il tempo prolungato ai soli nuclei con entrambi i genitori lavoratori: per le famiglie con un solo genitore lavoratore era previsto invece soltanto l’orario ridotto (7:30–13:30).
I giudici fiorentini, (Sezione Quarta, Ord. n. 596/2026) hanno accolto l’istanza cautelare promossa dai due avvocati e hanno sottolineato la mancanza di una doverosa valutazione discrezionale, per di più in presenza di posti ancora disponibili nella fascia oraria prolungata. Preso atto del pronunciamento del TAR, il Comune ha adottato la Determinazione n. 58 del 07/09/2026, procedendo all’annullamento parziale in autotutela della graduatoria definitiva, e ha quindi aperto la possibilità di aderire al tempo lungo a tutti i nuclei familiari, anche quelli con un solo genitore lavoratore.
“Come amministrazione – ha dichiarato Orietta Gagliardi, assessore all’Istruzione e alle Politiche educative del Comune di Castelfranco Piandiscò – abbiamo preso atto di un passaggio troppo vago e poco specifico all’interno del regolamento per l’accesso agli asili nido. Sulla scia di questo abbiamo preferito non ostacolare in alcun modo il ricorso presentato al TAR e, anzi, siamo andati oltre, scegliendo di reintegrare non solo il minore che era stato escluso, peraltro non residente a Castelfranco Piandiscò, e la cui famiglia ha presentato ricorso, ma anche altri minori inizialmente esclusi dalla graduatoria e altri che, successivamente, hanno presentato richiesta di accesso al servizio e sono stati ammessi. Una scelta fatta per garantire il massimo dell’accessibilità ai servizi educativi del Comune e nella volontà di andare oltre agli aspetti puramente burocratici per dare risposte concrete ai cittadini”.
“Il provvedimento del TAR Firenze e il successivo annullamento in autotutela approvato dal Comune ripristinano il rispetto delle regole e dei principi costituzionali di eguaglianza e di tutela della prima infanzia – dichiarano l’Avvocato amministrativista Luigi Monaco e la collega Carlotta Padrini – i nidi d’infanzia sono servizi educativi essenziali e inclusivi; la pretesa di limitarne la fruizione sulla base della situazione lavorativa dei genitori, per di più in presenza di posti disponibili, è risultata palesemente illegittima. Questa vittoria non solo rende giustizia al piccolo T. e alla sua famiglia, ma restituisce pieno diritto al tempo prolungato a tutti i bambini ingiustamente penalizzati da un’azione amministrativa illogica e priva di istruttoria”.

