Con la riasfaltatura di via di Rantigioni sono terminati gli interventi di messa in sicurezza idraulica del fosso omonimo a Faella. Questa mattina taglio del nastro alla presenza del sindaco di Castelfranco Piandisco’, Michele Rossi, della Giunta, del Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e di rappresentanti dell’Unione dei Comuni del Pratomagno.
Si è trattato del secondo lotto di un’opera ben più ingente e complessa, del valore di 4 milioni di euro, che è iniziata con la realizzazione di una cassa d’espansione insieme ad un sistema di ‘rallentamento’ del flusso delle acque con sbarramenti trasversali e la regolarizzazione della sezione idraulica per una spesa di 1 milione e 300mila euro, inaugurato nel 2022, che è continuata con la risistemazione della sezione idraulica del Rantigioni nell’ultimo tratto fino all’ingresso nel tratto tombato (dove iniziano le abitazioni di Faella) e che si concluderà con la sistemazione del tratto tombato e con l’ampliamento delle tubature che passano sotto all’intero centro abitato, che furono realizzate fra gli anni ’70 e ’80.
Un’opera importante che mette in sicurezza il territorio e che ne permetterà anche un futuro sviluppo.
Spiega l’importanza dei lavori il sindaco Michele Rossi: “Gli interventi fanno parte di un progetto più ampio, questo era il secondo lotto. Il primo lotto, a monte del Rantigioni, per un milione trecento mila euro, ha consistito anche nella realizzazione di una casa d’espansione. Il secondo lotto è praticamente un lotto tombato, sono state realizzate sostituite le tubature con una più ampia, capace appunto di contenere un flusso d’acqua più importante e poi collegato alla fognatura di Faella e in qualche modo per poterlo collegare con il reticolo cittadino. Quindi a questo punto manca la realizzazione del terzo lotto, che è un lotto intermedio che va da questo lotto fino alla casa di espansione. E’ un progetto complessivo da circa tre milioni e mezzo di euro. Il secondo lotto, in particolare, è di 680 mila euro di cui 500 mila euro finanziati con il contributo della Regione Toscana e 180 mila euro con risorse da bilancio”.
“Vogliamo ringraziare in particolare la Regione Toscana perché ha creduto in questo progetto di mitigazione del rischio idrogeologico, soprattutto per l’abitato di Faella, è veramente un ritorno alla vita e, in qualche modo, anche un ritorno a future possibilità di urbanizzazione del territorio che fino a oggi è stato un po’ compromesso. Questo avverrà quando l’opera sarà completata del tutto. Il progetto del terzo lotto è già esecutivo e siamo in attesa dei finanziamenti. Mi auguro di poter iniziare i lavori nel 2026 e di concluderli nel 2027″.
Primo e secondo lotto si sono avvalsi del finanziamento da parte della Regione Toscana. Eugenio Giani: “Il tema del suolo sta diventando per me l’assillo e l’impegno più forte in questo momento, perché è indubbio che i cambiamenti climatici mettono a repentaglio quello che è la stabilità dei luoghi che hanno visto una crescita negli anni scorsi, nei decenni scorsi, di determinati ritmi di pioggia. In realtà dagli ultimi anni noi assistiamo a particolari fenomeni, come le bombe d’acqua, che determinano forti criticità. È quello che è accaduto a Faella, dove più di duecento famiglie subirono danni, si trovarono invasi dalle acque”.
“Io ho avuto modo di inaugurare il primo lotto dell’intervento di cui si parla con la ricostruzione dell’alveo del fiume e contemporaneamente di tutta una serie di elementi che rallentano il corso del torrente, in caso di improvviso maggiore afflusso di acque, con una vasca d’espansione. Questo è il secondo lotto che abbiamo realizzato, ricordo, attraverso una variazione di bilancio, quando proprio sulla visione dei primi lavori che ci trovammo a fare, ci rendemmo conto che era fondamentale che fosse completato quello che era l’adduzione del fiume a quello che poi si trasformava in una tubazione all’interno poi del paese. E devo dire che oggi sono molto contento perché ricordo il momento in cui portai la variazione in Consiglio regionale, ricordo che mi veniva rimproverato che era un intervento ad hoc e io spiegai che in realtà era il completamento necessario che solo attraverso quel metodo avrebbe portato al risultato sperato. E oggi il risultato lo vediamo”.

