08, Dicembre, 2022

Caro energia, il Centro sinistra per San Giovanni chiede tre misure concrete per mitigare l’aumento dei costi

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Il Centro sinistra per San Giovanni ha presentato in Consiglio comunale una mozione, votata anche dagli altri gruppi consiliari, con la quale chiede al Governo Meloni, tra le altre, tre misure particolari e specifiche per mitigare l’impatto economico dell’aumento dei costi di approvvigionamento energetico su famiglie, Comuni e imprese.

Il gruppo chiede “che si attivino strumenti efficaci di contenimento del caro bollette; di stimolare subito un intervento normativo e soprattutto economico, destinato ai comuni, che individui metodi strutturali di finanziamento dei bilanci comunali, per non far trovare gli enti locali ancora più in difficoltà con il nuovo anno; di attivare finanziamenti, anche a fondo perduto, per la digitalizzazione e ottimizzazione della rete di illuminazione pubblica, che favoriscano risparmio energetico, miglioramento della qualità del servizio e creazione di nuovi servizi”.

“I costi dell’energia stanno mettendo in crisi i bilanci dei comuni, non solo i bilanci delle aziende. Nel 2020 la media del Prezzo Unico Nazionale dell’energia (PUN) era di sotto i 40€/Mwh e fino a giugno del 2021 si aggirava intorno ai 67-68€/Mwh per finire l’anno con una media di 125€/Mwh. La media del PUN nel 2022 sarà sopra a 310 €/Mwh e nel 2023 con molta probabilità sarà ancora più alta. Aggiungiamoci i prezzi del Gas che seguono lo stesso andamento e con questi numeri c’è ancora qualcuno che pensa a soluzioni facili per governare questa situazione? Abbiamo letto critiche e suggerimenti dall’opposizione che francamente fanno tenerezza per la superficialità e faciloneria”.

“Come consiglio comunale siamo stati solidali con tutti in questa crisi, non potevamo certo fare dei distinguo ideologici per le amministrazioni locali. Si deve dire chiaramente, prima di ogni faziosità politica: senza un supporto del legislatore moltissimi comuni avranno problemi a chiudere i bilanci, compresi i comuni produttori di energia. L’appalto per l’illuminazione pubblica, come succede spesso nella pubblica amministrazione, si era arenato nei vari labirinti legali, fatti da processi, perdite del ricorrente, ancora ricorsi in appello, TAR, Consiglio di Stato, ancora perdite per il ricorrente e via discorrendo. Alla fine, il Sindaco, dopo l’ultimo ricorso, ha preferito farsi carico dei rischi e ha deciso di far partire i lavori comunque. Questo progetto sarebbe un grande aiuto, sarebbe un grande risparmio e sarebbe anche l’inizio di possibilità nuove”.

“Le lampade intelligenti potrebbero consentire in futuro anche ipotesi e progetti di Smart lighting come le smart city moderne, ma non illudiamoci, non sarebbe neanche questo la soluzione a questo delirio speculativo rafforzato dalla guerra, guerra che tutti quanti speriamo possa avere un’altra evoluzione e che il mercato si stabilizzarsi finalmente verso il basso. Per ora gli istituti di ricerca e statistica evidenziato che nel 2022 i rincari di luce e gas costeranno alle famiglie italiane fino a 1.500 euro in più rispetto al 2021, con un aumento di oltre 440 euro per la luce e di oltre 550 euro per il gas. I sindaci stanno cercando in ogni modo di risparmiare energia, partendo dalla parziale riduzione dei tempi e dall’ottimizzazione della gestione dell’illuminazione pubblica, che costituisce una delle fonti di maggior consumo energetico per i comuni”.

 

 

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