01, Ottobre, 2022

Bollette di Publiacqua, cittadini e Comitato Acqua Bene Comune presentano esposti alla Procura di Arezzo

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Si tratta del caso di Castelfranco, relativo all’addebito retroattivo in fattura del progetto di depurazione. I cittadini con il Comitato tornano a chiedere che, oltre alla sospensione dei distacchi come previsto dall’Autorità nazionale, il gestore sospenda i pagamenti retroattivi della quota in tariffa relativa alla legge 13

Sono stati consegnati al Comando della Guardia di Finanza di San Giovanni gli esposti alla procura di Arezzo preparati dai cittadini di Castelfranco e dal Comitato Acqua Bene Comune: la questione è quella relativa all’addebito retroattivo in fattura del progetto di depurazione. "Un progetto – ricordano cittadini e Comitato – iniziato nel 2007 e ancora non portato a conclusione". 

Da Castelfranco, dunque, parte la richiesta ad indagare sulle somme richieste. "La legge 13 prevede il pagamento di una quota del servizio relativo alla depurazione anche nel caso siano state avviate attività di progettazione, realizzazione o adeguamento degli impianti di depurazione, nel nostro caso il depuratore di Lagaccioni di Figline – ricorda il Comitato – nella stessa legge si sottolinea che devono essere rispettati gli impegni assunti nei piani di ambito, i tempi programmati e che devono essere date agli utenti informazioni in merito al programma. Ebbene, nessuno di questi obblighi è stato rispettato, i cittadini sono stati informati tramite raccomandata solo a fine 2014 e non vi è traccia di rispetto delle tempistiche e dei programmi dei piani di ambito che si sono succeduti nel tempo". 

"Publiacqua sostiene che la legge 13 sia dovuta in quanto l’adeguamento del suddetto depuratore era inserito nel Piano Operativo Triennale del 2007/2011", ma per il Comitato le cose stanno diversamente: "Nel 2012 fu avviata una Conferenza dei Servizi per l’approvazione definitiva del progetto di adeguamento e ampliamento del depuratore Lagaccioni di Figline, conferenza sospesa in attesa di conoscere l’esito di una verifica di assoggettabilità a VIA di tale adeguamento. Il progetto è stato programmato su particelle che non erano di proprietà del Comune di Figline, ma di privati, e quindi non immediatamente utilizzabili per l’intervento. Di questo fatto il gestore era a piena conoscenza. Nel 2014 il Comune di Figline ha acquisito alcune particelle, ma non tutte quelle necessarie per l’effettivo ampliamento del Depuratore". 

"L’attuale progetto approvato da Publiacqua nel 2018, prevede solo una vasca di accumulo dei fanghi in ingresso, e tale intervento non necessita di Conferenza dei servizi", puntualizzano il Comitato e i cittadini. "Quindi appare illegittimo, e quanto mai assurdo, far pagare retroattivamente dal 2011 un progetto che non verrà mai realizzato, mentre quello in fase di realizzazione, che è stato approvato solo nel 2018, comporta un’impiantistica molto ridotta. Per questi motivi non riteniamo sufficiente la delibera di ARERA, che inibisce i distacchi della fornitura per l’emergenza sanitaria legata al Covid-19, e torniamo a chiedere la sospensione del pagamento delle fatture". 

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