Azzardo: a Figline e Incisa numeri record, in un anno giocati 59 milioni di euro. Partito un progetto per prevenire e combattere le ludopatie

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Nel 2024, ultimo anno con dati ufficiali disponibili, nel comune di Figline e Incisa sono stati giocati 59 milioni di euro, una spesa pro capite in gioco d’azzardo che arriva a circa 2.500 euro a testa per tutti, dai neonati agli ultracentenari. Dai gratta e vinci alle slot machines, fino a lotto e superenalotto, questi sono numeri molto alti, e sono il segnale visibile di un fenomeno diffuso e trasversale: perché il confine con il gioco d’azzardo patologico, la ludopatia, è sottile e purtroppo facile da superare.

Mercoledì 11 marzo, al Centro sociale Il Giardino di Figline, si è tenuto un incontro di sensibilizzazione con gli esperti del SerD (Servizio Dipendenze) zona Firenze Sud Est dell’AUSL Toscana Centro, e di Cooperativa sociale Coop21, nell’ambito del progetto Zero Azzardo, che riguarda tutti i comuni del Valdarno fiorentino. Un progetto di sensibilizzazione e prevenzione, ma anche di informazione su quali sono i mezzi messi a disposizione per aiutare le persone ad uscire dalla ludopatia.

Di casi anche in Valdarno purtroppo ce ne sono molti. Riguardano dai giovani agli anziani: ragazzi poco più che ventenni che sono riusciti a bruciare decine di migliaia di euro in pochissimo tempo soprattutto con il gioco online; anziani che finiscono per perdere tutto quello che possiedono, convinti che nel gratta e vinci troveranno la soluzione ai loro problemi; intere famiglie che si ritrovano senza una casa, a causa del gioco d’azzardo patologico che magari colpisce il padre o la madre.

Monica Panichi, per Coop21 Cooperativa sociale, spiega: “Il progetto Zero Azzardo è finanziato dalla Società della Salute zona fiorentina sud est, lavoriamo nelle scuole, nei luoghi di lavoro e in generale nelle comunità. L’iniziativa qui al Giardino è stata importante perché ci ha permesso di parlare di disturbo gioco d’azzardo e delle opportunità presenti sul territorio; l’obiettivo è di rendere le comunità più consapevoli, in modo che possano anche riconoscere, individuare, agganciare persone che possono avere problemi con il gioco. Il comune di Figline e Incisa presenta un giocato molto alto, con 59 milioni di euro nel 2024: questo ci fa capire quanto il gioco d’azzardo sia presente nella comunità, e anche quanto ci sia di invisibile, ovvero di persone che hanno un problema ma non hanno mai avuto accesso ai servizi come il Serd. Per questo è importante informare su quali sono questi servizi, offerti gratuitamente ai cittadini. Noi come Operatori di strada abbiamo l’obiettivo di facilitare l’accesso a questi servizi”.

Sul fronte della prevenzione, il progetto Zero Azzardo ha previsto incontri anche nelle scuole, dove è emersa una certa confidenza dei giovanissimi, poco più che quattordicenni, in particolare con le piattaforme di gioco online. “Si inizia a giocare abbastanza presto, con i ragazzi noi lavoriamo sulla prevenzione cercando di individuare i fattori di rischio in modo che i ragazzi non sviluppino dipendenza”. E in maniera trasversale, da giovanissimi agli anziani, il gioco d’azzardo è legato al ‘pensiero magico’: “Ci siamo accorti che tra le persone che giocano, molti pensano di avere un controllo o comunque delle competenze. Non è così, il gioco d’azzardo è semplice calcolo probabilistico su cui non si può in alcun modo avere un controllo. Ma questo del pensiero magico è un meccanismo mentale che, se radicato, può portare a sviluppare dipendenze e quindi anche con i giovani lavoriamo per scardinare queste convinzioni”.

Il primo passo, quello forse più difficile, è riconoscere di avere un problema con il gioco d’azzardo. Spesso sono i familiari e i conoscenti i primi a rendersi conto di quanto sta accadendo: alcuni campanelli d’allarme rendono chiaro che non si tratta solo di gioco d’azzardo, ma già di una patologia, e che è necessario intervenire rivolgendosi a servizi specialistici per riuscire ad uscirne. Il SerD, il Servizio Dipendenze della Asl Toscana Centro, a Figline ha uno sportello apposito, a cui si può accedere liberamente.

Sara Zeuli, assistente sociale del SerD di Figline: “Il nostro è un servizio gratuito, garantito dal sistema sanitario nazionale, e ci occupiamo di dipendenze, sia comportamentali che da sostanze. Si accede in maniera libera, con accesso diretto oppure prendendo appuntamento. Può rivolgersi a noi sia la persona che è portatrice della dipendenza, sia un familiare o un amico che può ottenere le informazioni sui servizi che offriamo e capire come accedere al servizio. A volte non è così semplice rivolgersi al nostro servizio, e cerchiamo di lavorare prima sull’accettazione del problema, superando vergogne o paure che spesso si trovano in chi è portatore del problema stesso”.

“Uscirne è possibile, si possono avere buoni risultati”, conclude Zeuli. “Il percorso ovviamente è abbastanza lungo. Queste sono malattie croniche e recidivanti, e va messo in conto che spesso ci sono anche delle ricadute. Questo non significa che la persona non ce la possa fare: ci aiuta a capire dove siamo arrivati e da dove bisogna ripartire”.

Il centro sociale Il Giardino ha accolto questa iniziativa di sensibilizzazione. Spiega Guido Olmastroni: “Il nostro è un impegno sulle dipendenze che va avanti da anni. Abbiamo ospitato i gruppi di alcolisti anonimi e quelli dei narcotici anonimi. Il contrasto al gioco d’azzardo è un altro aspetto che riteniamo importante per la comunità, e fa parte per questo proprio del nostro dna”.

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Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore
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