29, Luglio, 2021

4 luglio 1944, dopo le celebrazioni il riconoscimento di ‘cittadino dell’anno’ ad Aldo Dini

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Serata dalle profonde emozioni quella di ieri a Castelnuovo dei Sabbioni in piazza della Repubblica

Dopo le celebrazioni tenutesi nella mattina del 76esimo anniversario degli eccidi nazifascisti che videro il massacro di 192 uomini da parte dell'Unità Hermann Goering a Castelnuovo dei Sabbioni, Meleto Valdarno, San Martino, Massa Sabbioni e Le Matole, nella serata, in piazza della Repubbliuca sono stati vissuti altri momenti carichi di emozione.

Prima la Giunta comunale ha premiato Aldo Dini con il riconoscimento di 'Cittadino dell’anno 2020'. Aldo Dini, 17enne, si salvó dal massacro nazifascista il 4 luglio 1944 pochi istanti prima che la mitraglia iniziasse a sparare gettandosi in un dirupo sotto al muro di piazza 4 Novembre. Oggi a 95 anni non ha dimenticato neppure un istante di quei terribili momenti. Toccante è stata la sua testimonianza e la sua voce rotta dall’emozione vicino ad altri due testimoni di quel martirio: Emilio Polverini e Giampaolo Camici presenti vicino a lui.

A seguire l'esibizione del tenore Luca Canonici accompagnato dal maestro Andrea Severi al pianoforte e dalle parole dell’attore Francesco Manetti. Il trio, che inaugurato anche la rassegna di concerti estivi Orientoccidente di Materiali Sonori, ha dato vita ad un concerto dal grande impatto emotivo che ha permesso di ripercorrere tramite la musica un viaggio tra canzoni liriche fino a quelle popolari, legate alla libertà. Il folto pubblico presente, commosso, ha tributato un lungo e partecipato applauso agli artisti ed ai protagonisti di una serata che resterà a lungo impressa nella memoria dei presenti.

“La giornata di oggi e l’evento di stasera – hanno detto il sindaco Leonardo Degl’Innocenti o Sanni e l’assessore alla cultura Filippo Boni -, sono la dimostrazione che l’arte rappresenta un grande strumento di salvezza dal quale non possiamo prescindere. La memoria è un valore che questa amministrazione coltiva con passione e cura come virgulto da consegnare alle nuove generazioni. In futuro proseguiremo su questa strada, in modo che nessuno possa mai dimenticare il sacrificio di chi ha donato la propria vita, per concederci la libertà”.

 

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