Un invito a fermarsi, osservare e lasciarsi sorprendere dal dialogo tra arte, design e natura. È questo il filo conduttore di “Pinetum 10 – Intervallo”, il progetto che torna a Villa Gaeta, a Moncioni, con l’undicesima edizione di un appuntamento ormai consolidato nel panorama culturale del territorio.
L’inaugurazione è in programma sabato 26 settembre alle ore 15, nello storico giardino botanico ottocentesco della villa, caratterizzato da una rara e straordinaria collezione di conifere. Un luogo di particolare valore paesaggistico che, anche quest’anno, si trasformerà in uno spazio espositivo a cielo aperto.
A sottolineare il valore dell’iniziativa è il sindaco Silvia Chiassai Martini, che ringrazia il proprietario della villa e ideatore del progetto, Bruno Boretti, per la disponibilità e la passione con cui porta avanti la manifestazione da undici anni: “È grazie alla sua disponibilità e genialità che ormai da undici anni si realizza questo importante appuntamento nel mese di settembre – afferma il sindaco –. È un’opportunità per tante persone di visitare la bellissima Villa Gaeta, che Bruno ha restaurato, e il suo meraviglioso parco, uno dei più importanti a livello internazionale. Anche quest’anno il Pinetum verrà arricchito dalle opere dei cinque artisti che partecipano a questa edizione. Bruno mette a disposizione ogni anno questo spazio per progettualità che permettono di integrare un ambiente naturalistico di grande bellezza con l’arte e la cultura. È quindi un’occasione imperdibile per visitare uno dei parchi più belli al mondo, arricchito dalle opere degli artisti, e per scoprire anche Moncioni, una delle perle del nostro territorio”.
Un’edizione che, come suggerisce il titolo, nasce da una riflessione sul tempo e sulla possibilità di concedersi una pausa. A raccontarne l’origine è lo stesso Bruno Boretti, interior designer e proprietario di Villa Gaeta, che inizialmente aveva immaginato per quest’anno un momento di sospensione del progetto: “Il titolo è Intervallo perché, in realtà, quest’anno non volevo fare la manifestazione. Volevo prendermi una pausa, per fare in modo che le persone tornassero al Pinetum e potessero fare un ripasso di tutte le opere esposte negli anni precedenti. Poi, invece, ho deciso di procedere, anche perché altrimenti si rischiava di perdere i contatti e creare una discontinuità che non sarebbe stata positiva. C’è già stato il fermo di due anni dovuto al Covid. Il titolo è rimasto lo stesso, ma il suo significato si è orientato verso l’idea di un intervallo di contemplazione, della natura del Pinetum e del lavoro svolto, comprese le altre opere di design”.
Saranno cinque gli artisti coinvolti in questa edizione: Donato Bìbbi, Marco Klee Fallani, Francesco Martini, Francesco Nannoni e Riccardo Pasquini. Invitati a lavorare in residenza a Villa Gaeta, hanno sviluppato insieme a Boretti un progetto comune, confrontandosi con il contesto naturale e con il tema scelto.
Tra i partecipanti c’è Francesco Martini, che porterà a Moncioni una selezione di lavori già presentati e nuove opere realizzate durante il suo percorso universitario a Venezia. Tra queste, un lavoro a cui è particolarmente legato, nato da una performance realizzata a Parigi lo scorso anno: “Esporrò diversi progetti e varie opere che ho già presentato, insieme a cose nuove che ho realizzato in università a Venezia. Il lavoro a cui tengo di più deriva da una performance che ho realizzato a Parigi l’anno scorso e sarà esposto in grandi dimensioni, come un’ulteriore testimonianza di quell’azione”.
Per Martini la partecipazione al Pinetum ha anche un significato personale, legato al ritorno nei luoghi d’origine e alla possibilità di condividere il proprio lavoro con la comunità:“Per me è abbastanza importante, perché mi fa molto piacere tornare nel mio paese e riuscire a fare delle esposizioni, oppure farmi conoscere anche qui in zona dai miei compaesani”.
Un percorso differente, ma altrettanto legato alla sperimentazione dei materiali e delle forme, è quello di Francesco Nannoni, che presenterà “Farfalla”, un’opera ideata tredici anni fa e realizzata in terracotta: “Al Pinetum espongo una mia opera disegnata tredici anni fa, che si chiama Farfalla. È un modulo in terracotta prodotto dalla manifattura del Ferrone che, messo insieme a tanti altri moduli, può formare svariate forme. Può essere realizzato in terracotta naturale, smaltata o con altre finiture e diventare una cantinetta, una libreria oppure essere utilizzato nell’edilizia, per dividere ambienti e spazi di una casa in maniera diversa dal solito arredamento fatto in legno”.
Un esempio di come il design possa superare la dimensione dell’oggetto singolo, trasformandosi in un sistema versatile, capace di adattarsi a funzioni e contesti differenti.
Con “Pinetum 10 – Intervallo”, Villa Gaeta rinnova così il proprio ruolo di luogo d’incontro tra ricerca artistica, progettazione e paesaggio, offrendo ai visitatori l’occasione di scoprire le opere dei cinque artisti all’interno di uno scenario botanico di grande suggestione. L’appuntamento è per sabato 26 settembre alle ore 15 per l’inaugurazione. La mostra resterà visitabile fino al 29 ottobre, su appuntamento, scrivendo all’indirizzo brubore@gmail.com

