30, Gennaio, 2026

Claudia Ferri, restare fedeli a se stessi: una cantautrice del Valdarno tra formazione, rock e verità artistica

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Il percorso artistico di Claudia Ferri cantautrice e insegnante di canto nata e cresciuta a San Giovanni Valdarno, non è fatto di accelerazioni improvvise o di scelte dettate dall’urgenza del mercato, ma di un lavoro lungo, stratificato, costruito nel tempo. Un percorso che attraversa la danza, il musical, la formazione vocale avanzata, la scrittura autoriale e che oggi approda a una consapevolezza chiara: il rock come linguaggio identitario, il live come necessità espressiva, l’insegnamento come responsabilità culturale.

Le origini: San Giovanni Valdarno e la scoperta dell’arte come disciplina. Claudia Ferri cresce a San Giovanni Valdarno, all’interno di un contesto che negli anni ha saputo esprimere fermento culturale e musicale, ma che richiede determinazione per trasformare una passione in un percorso professionale. Fin da bambina si avvicina alla danza classica e moderna, studiando in diverse accademie tra Valdarno e Firenze, tra cui la Max Ballet Academy e l’Opus Ballet di Firenze.

Nel 2014 consegue il diploma in Welldance con A. Petri e R. Paganini, completando una prima fase di formazione basata su rigore, tecnica e ascolto del corpo.
“La danza è stata la mia prima lingua”, racconta. “Mi ha insegnato il rispetto per il lavoro, per il tempo, per il silenzio. Ancora oggi, quando canto, sento che tutto parte da lì”.
Parallelamente, a partire dal 2003, inizia lo studio del canto con Francesca Francalanci, affiancando alla formazione coreutica una ricerca vocale che diventerà sempre più centrale.

Il musical: una scuola totale. La svolta arriva con l’ingresso nel mondo del musical, disciplina che unisce canto, danza e recitazione. Claudia frequenta il Master triennale in Musical diretto da Raffaele Paganini, svolto tra l’Accademia Nazionale di Danza e l’AID di Roma, un percorso seguito anche dal programma televisivo Dietro le Quinte di Sky. Questa esperienza segna profondamente il suo modo di stare in scena.

“Il musical è una palestra durissima”, spiega. “Ti insegna che la tecnica da sola non basta. Devi essere credibile, presente, emotivamente nuda”.

Negli anni successivi continua a perfezionarsi, approfondendo la recitazione e il canto con Christian Ginepro e Francesco Lori (2018–2020), consolidando una presenza scenica che la porta a esibirsi in luoghi simbolici come il Teatro Verdi di Firenze e l’Abbazia di San Galgano a Siena.

La frattura e la scelta: vivere di musica. Accanto al percorso artistico, Claudia porta avanti anche un cammino accademico: si laurea in Biotecnologie mediche e lavora in laboratorio. Una vita parallela che, col tempo, diventa sempre più difficile da sostenere. Il momento decisivo arriva nel 2021 con l’incontro con la vocal coach Danila Satragno.

“È stato uno spartiacque», racconta. “In quel periodo ho capito che non potevo più dividermi. Dovevo scegliere”.

La decisione di lasciare un lavoro stabile per dedicarsi completamente alla musica è tutt’altro che semplice. “Ho pianto una notte intera”, ammette. “Ma continuare a rimandare avrebbe significato tradire me stessa”.

L’insegnamento: da esperienza personale a missione educativa. È proprio in questa fase che l’insegnamento assume un ruolo centrale. Non come alternativa alla carriera artistica, ma come sua naturale estensione. Oggi Claudia Ferri è insegnante di canto e musical presso l’Accademia Musicale Valdarnese e Teatrarte, lavorando con bambini, adolescenti e adulti ed ha inoltre uno studio a Firenze. “La voce è una cosa intima”, spiega. “Quando insegni, entri nella storia delle persone. Devi farlo con rispetto e verità”.

Il suo approccio è diretto, privo di retorica:”Non vendo illusioni. Ai ragazzi dico che questo è un mestiere meraviglioso, ma lungo, faticoso. Se non c’è studio, non c’è libertà”.

Per Claudia, restare nel Valdarno è una scelta precisa:“Qui ci sono talenti enormi”, afferma. “Quello che spesso manca è qualcuno che li accompagni davvero nel tempo”. Il suo obiettivo è costruire una comunità musicale consapevole, offrendo strumenti tecnici ma anche umani.

Dall’interpretazione alla scrittura: nascere cantautrice. Il passaggio dall’essere interprete al diventare cantautrice è graduale, ma inevitabile. Nel 2024 pubblica il primo singolo ufficiale, “Colpa di Paganini”, prodotto da Giovanni Pastorino, tastierista e produttore noto per il lavoro con Annalisa. Un brano elegante, raffinato, che segna l’ingresso ufficiale nel mondo discografico. Nel maggio 2025 esce “Cieli viola”, scritto e prodotto insieme a Dario Bonelli, un brano estivo che amplia il pubblico ma che, col tempo, le fa comprendere la necessità di una direzione più personale.
“Era un passaggio necessario”, riconosce. “Ma sentivo che non raccontava fino in fondo chi sono”.

Il rock come identità: “Shadows on the Floor”. La piena maturità arriva a dicembre 2025 con “Shadows on the Floor”, prodotto da Simone Dibari (Diba). Una ballad pop-rock intensa, costruita su un crescendo emotivo che lascia spazio a una vocalità più ruvida e autentica.

“È il primo testo che ho scritto completamente da sola”, racconta. “Parla dell’attesa, della malinconia, di un amore che resta anche quando non c’è più”.

Il brano segna un ritorno alle radici musicali:”Sono cresciuta con i Guns N’ Roses, con gli Europe. Il rock è il mio posto sicuro. Quando canto rock, la voce vola davvero. È come smettere di trattenermi”. La cover di “Change” di Yungblud, realizzata sempre con la produzione di Diba, rafforza questa direzione, avvicinando Claudia a sonorità glam rock e punk.

Il live e la band: una necessità artistica. Questo ritorno al rock porta con sé un’esigenza chiara: il live. Non più solo performance solitarie, ma una dimensione collettiva.”Adesso sento fortissimo il bisogno di una band”, spiega. “Il rock nasce dall’energia condivisa. Da sola posso raccontare, con una band posso esplodere”. Un desiderio alimentato anche dall’esperienza nei Rockin’1000, che rafforza il legame con la dimensione corale e fisica della musica.”Mi manca quel tipo di suono addosso. La batteria che ti sposta l’aria, le chitarre che ti obbligano a osare”.

Formazione continua e visione futura. Dal 2025 Claudia Ferri è seguita da Luca Jurman per il perfezionamento vocale, da Chiara Mariantoni (Chiarablue) per la scrittura dei testi e da Lavinia Fiorani per il lavoro vocologico. Nello stesso anno conclude il Corso Practitioner Voice Evolution System, confermando una visione del mestiere fondata sulla formazione continua.

Tra palco, aula e futuro. Oggi Claudia Ferri continua a muoversi tra scrittura, insegnamento e ricerca di una dimensione live stabile, senza separare queste anime. “Se un giorno dovessi scegliere”, conclude, “sceglierei di cantare. Ma insegnare resta una responsabilità enorme. E trovare una band, oggi, è il passo che può unire tutto quello che sono diventata”.

Una storia che nasce a San Giovanni Valdarno, ma che parla a chiunque creda che la musica non sia solo talento, ma scelta quotidiana, studio e verità.

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