26, Maggio, 2022

Occupata dagli studenti la sede dell’Istituto Vasari, il Dirigente scolastico: “Denuncia dovuta per interruzione di pubblico servizio”

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È scattata da ieri pomeriggio l’occupazione dell’Istituto Vasari di Figline: una forma di protesta messa in atto dagli studenti che lamentano una serie di criticità nella sede, alcune delle quali si trascinano da anni, come il malfunzionamento degli impianti di riscaldamento, i problemi nei soffitti delle aule, altri problemi tecnici della struttura. Il Dirigente scolastico, professor Alessandro Papini, spiega che da questa mattina il personale scolastico ha trovato la scuola sbarrata.

“Nella sede di piazza Caduti di Pian d’Albero – spiega il professor Papini – è in corso un’occupazione da parte di un gruppo di studenti, e questa mattina abbiamo trovato gli accessi chiusi con una catena. Questo vuol dire che il personale, sia docente che non docente, non è potuto entrare a scuola e ovviamente non sono in corso le lezioni, a differenza di quanto avviene invece normalmente nella succursale. A fronte di questa situazione, io non posso esimermi dal denunciare l’interruzione di pubblico servizio, atto dovuto per legge: ovviamente io non ho contezza di chi sia esattamente che mette la catena, ma devo comunque procedere per la denuncia”.

Sul perché si sia arrivati a questa occupazione, Papini continua: “Non c’erano state manifestazioni qui al Vasari prima dell’occupazione, ma c’è un’onda lunga che arriva da Firenze. Onestamente c’erano dei problemi all’interno della scuola, e il dialogo con gli studenti non si è mai interrotto da questo punto di vista. Per esempio sul funzionamento dell’impianto di riscaldamento: avevamo raccolto le sollecitazioni e chiamato la Città Metropolitana, che aveva già inviato il tecnico per risolvere quel problema, e la situazione era in via di risoluzione, prova ne è il fatto che i ragazzi all’interno adesso sono al caldo, perché non abbiamo chiesto di spegnere i riscaldamenti. I problemi tecnici insomma erano risolti o in via di risoluzione; la mia impressione è che vi sia una mancanza di consapevolezza delle conseguenze penali di queste azioni da parte degli studenti”.

Il Dirigente scolastico ricorda poi che ci sono rischi di danni sia per le derrate alimentari contenute nelle cucine dell’indirizzo alberghiero, sia per la presenza degli animali da fattoria dell’indirizzo di agraria che devono essere nutriti. “Insomma, tutta una serie di criticità: la principale però è che gli uffici non possono essere aperti e lavorare; allo stesso tempo, che quando si riaprirà la scuola dovrà essere sanificata completamente, dovremo prendere provvedimenti per assicurarci che non vi siano cluster, perché al momento nessuno dentro la scuola sta verificando ad esempio il green pass, potrebbe entrare estranei che non ce l’hanno, o il rispetto del distanziamento o dell’uso della mascherina”.

Questa mattina Valdarnopost ha contattato anche alcuni degli studenti che si trovano all’interno dell’istituto occupato, per raccogliere le loro voci e le ragioni della protesta: a breve sarà pubblicato un articolo in merito. 

Glenda Venturini
Capo redattore

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