19, Agosto, 2022

Inquinamento dell’aria e PM10, dal 1° novembre scatta il periodo critico. Dalla Regione una campagna di informazione per ridurre le emissioni

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“L’aria è amica se è pulita”: è il messaggio chiave della campagna di comunicazione che la Regione Toscana sta lanciando in questi giorni, con il periodo di maggior rischio per l’inquinamento da PM10 ormai alle porte. Dal 1° novembre di ogni anno al 31 marzo di quello successivo, infatti, scatta il cosiddetto periodo critico: e quindi arriva la campagna informativa “Aria di Toscana” promossa dalla Regione Toscana nell’ambito del PRQA, il Piano regionale per la qualità dell’aria ambiente. Poche ma efficaci indicazioni per sottolineare come ognuno di noi possa contribuire a ridurre l’inquinamento atmosferico attraverso semplici scelte quotidiane.

In particolare, sono invitati a limitare l’utilizzo di legna in caminetti aperti e stufe tradizionali, a meno che questa non sia l’unica fonte di riscaldamento dell’abitazione, verificando l’impianto di evacuazione dei fumi ai fini dell’efficienza della combustione in modo da evitare la produzione di una grande percentuale di scorie; limitare anche l’accensione di fuochi all’aperto e gli abbruciamenti di sfalci, potature, residui vegetali o altro; limitare l’utilizzo di mezzi privati di trasporto, per quanto possibile, privilegiando l’uso dei mezzi pubblici o altri mezzi di trasporto a basso impatto ambientale (automezzi elettrici o a gas) ovvero ottimizzando gli spostamenti con un solo veicolo per più utenti sullo stesso itinerario.

Anche il Valdarno rientra tra le zone maggiormente attenzionate a livello regionale per gli sforamenti da PM10. Nel corso del 2021, secondo i dati Arpat, i superamenti della soglia rilevati dalla centralina di Figline sono stati 9, tutti concentrati fra gennaio e febbraio scorsi. Ora dunque torna alta l’attenzione, e l’invito ai cittadini a seguire questi comportamenti utili per evitare concentrazioni di Pm10 (polveri sottili) nell’aria superiori ai limiti di criticità. Nel caso di sforamenti ripetuti potrebbero rendersi necessarie ordinanze che introducano limiti più restrittivi all’accensione di fuochi all’aperto, alla combustione di biomasse e all’uso dei veicoli a motore.

Glenda Venturini
Capo redattore

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