26, Giugno, 2022

“La rotta della speranza”, dal libro di Giorgio Valentini una riflessione su sicurezza e salute sul lavoro. Anche nella pandemia

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“La sicurezza deve cominciare ad essere vista come un tema globale, partendo da una riflessione culturale che ci riguardi tutti, e non sia soltanto competenza del singolo datore di lavoro”. Così Giorgio Valentini, ex sindaco di Montevarchi e professionista del settore della sicurezza sul lavoro, ha aperto la riflessione domenica durante la presentazione del suo libro “La rotta della speranza”. Alle Stanze Ulivieri, il confronto ha toccato temi molto significativi, anche grazie al contributo Stefano Pancari, fondatore ed editore a Firenze del Safety Magazine “Rock’n Safe” che promuove i valori della salute e della sicurezza nella cultura aziendale.

Lo ha ribadito lo stesso Pancari: “Spesso si pensa che le responsabilità siano sempre degli altri, invece dovremmo cominciare a sentirle nostre. A lavorare sull’autodisciplina, insomma. Perché quando ci fermiamo ad un semaforo rosso, non lo facciamo perché così dice il codice della strada, o comunque non soltanto per quello: lo facciamo per non creare incidenti che coinvolgerebbero noi e gli altri. Ecco, anche per la sicurezza sul lavoro dovremmo fare un salto di qualità di questo tipo, a livello culturale”.

La presentazione ha permesso di approfondire altri temi affrontati nel libro, come ad esempio il ruolo delle cooperative sociali, quello dei medici durante la pandemia, le norme e i controlli legati al mondo della sicurezza sul lavoro. “Questo libro – ha spiegato Valentini – nasce prima di tutto dalla mia esperienza lavorativa, e in trent’anni ho visto anche tanti cambiamenti in questo settore. Queste riflessioni sono nate soprattutto nel tempo della pandemia, che ha rimesso tutto in discussione. Sono appunti, storie, uno strumento di lettura e di riflessione per operatori ma anche per semplici cittadini”.

Durante la presentazione, coordinata da Stefano Romei, è stata affidata a Daniela Belardini anche la lettura di alcuni dei passaggi più significativi del libro. 

Glenda Venturini
Capo redattore

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