Il Punto Nascita della Gruccia si avvicina alla soglia dei 500 parti, un traguardo che potrebbe cambiare le prospettive per il futuro del servizio. A questa mattina sono 444 le nascite registrate dall’inizio dell’anno, 54 in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Un incremento significativo, emerso durante la Conferenza dei sindaci del Valdarno aretino, alla quale hanno preso parte anche i vertici della Asl Toscana sud est e i responsabili del reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale. Al centro dell’incontro il percorso verso i 500 parti, la questione della deroga e le prospettive di mantenimento del Punto nascita, che negli ultimi mesi ha visto crescere la propria attività anche grazie alla capacità di attrarre donne dai territori limitrofi.
Alla riunione, presieduta dalla sindaca di San Giovanni Valdarno Valentina Vadi, erano presenti i sindaci del territorio, il direttore generale della Asl Toscana sud est Dario Rosini, il direttore della Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale del Valdarno Filippo Francalanci e la direttrice della Zona distretto Valdarno Elena Rebora. Presente anche il presidente del Calcit Valdarno Marco Ermini, che ha illustrato le novità relative all’acquisto di un nuovo ecografo destinato al reparto.
Il dato più significativo riguarda proprio il numero delle nascite. Con 444 parti già effettuati, il Punto nascita si avvicina alla soglia dei 500, che rappresenta un passaggio importante per il suo futuro. Un risultato che, se confermato entro la fine dell’anno, potrebbe aprire uno scenario diverso rispetto alla necessità di ricorrere alla deroga per mantenere in attività il servizio.
A sottolineare l’importanza dei numeri è stata Valentina Vadi, presidente della Conferenza dei sindaci: “Abbiamo davvero fatto un applauso di grande riconoscenza per il lavoro straordinario che hanno fatto gli operatori del Punto nascita, dell’azienda sanitaria e del territorio. Noi come amministratori abbiamo tirato un sospiro di sollievo. Sono tanti mesi che seguiamo e monitoriamo l’andamento del Punto nascita”. Un risultato, secondo Vadi, frutto del lavoro di collaborazione tra ospedale, servizi territoriali e realtà sanitarie delle zone limitrofe. “Questo è merito davvero di tutti gli operatori, che ringrazio di cuore per il lavoro che hanno fatto e per l’impegno che hanno messo. Quello che ci riserverà il futuro non lo sappiamo, però fino a che riusciremo a rimanere autonomi lo dovremo continuare a essere. Avere il nostro Punto nascita così attivo, che incrementa numericamente in maniera così consistente, significa che deve rimanere aperto. È sicuro, è attrattivo e deve rimanere il più a lungo possibile autonomo e indipendente”.
Nel corso della Conferenza è stato rivolto anche un ringraziamento all’agenzia di comunicazione Torelli-Hanzo per la campagna di sensibilizzazione realizzata a sostegno del Punto nascita della Gruccia. L’iniziativa, promossa insieme ad Arno Edizioni, che comprende le testate ValdarnoPost e Valdarno24, è stata avviata nei mesi scorsi con l’obiettivo di valorizzare il reparto e incoraggiare le future mamme a scegliere l’ospedale valdarnese. Attraverso manifesti, affissioni e comunicazione online, la campagna “Il Valdarno ci mette la faccia” ha coinvolto cittadini e luoghi della vallata, contribuendo a mantenere alta l’attenzione sul futuro del servizio. Un progetto realizzato con risorse messe a disposizione direttamente dal gruppo, che si è affiancato alle altre iniziative promosse dalle istituzioni e dal territorio per sostenere il Punto nascita.
Un messaggio di attenzione e sostegno è arrivato anche dal direttore generale della Asl Toscana sud est, Dario Rosini, che ha ribadito il valore del presidio valdarnese all’interno della rete sanitaria aziendale. “L’Asl pone molta attenzione su questo Punto nascita, anche perché il sistema Valdarno che c’è intorno all’ospedale è un sistema forte, importante, dove c’è molta collaborazione. Per noi questo è un Punto nascita strategico, al quale fanno riferimento tante persone e che dimostra anche una capacità di attrazione”. Rosini ha espresso fiducia sulla possibilità di raggiungere l’obiettivo entro la fine dell’anno, annunciando anche un ulteriore impegno sul fronte dei servizi territoriali: “Siamo convinti che alla fine potremo farcela. La nostra attenzione sarà sempre più elevata. Potenzieremo le attività dei consultori, che già stanno funzionando bene, e proveremo anche, attraverso accordi di confine, a fare in modo che possano partorire qui donne provenienti dalle zone limitrofe”.
A fare il punto sull’attività sanitaria è stato Filippo Francalanci. “I numeri ci stanno confortando: 444 parti a stamani e la previsione è che, incrociando le dita e continuando a lavorare come abbiamo fatto fino a ora, si possa raggiungere la fatidica soglia dei 500 parti. È un lavoro molto complesso e stressante, che però continuiamo a fare tutti insieme come una squadra unita”. Un lavoro che coinvolge non soltanto ginecologi e ostetriche, ma anche pediatri, anestesisti, pronto soccorso e le altre professionalità ospedaliere impegnate nell’assistenza alle donne e ai neonati. Tra gli elementi che stanno contribuendo alla crescita dei numeri c’è anche l’arrivo di future mamme da altri territori: Casentino, area aretina e Valdarno fiorentino, in particolare Reggello, Incisa e Figline.
Ed è proprio questa capacità di attrazione che potrebbe rappresentare una risorsa decisiva anche per i prossimi anni. “Se raggiungiamo il traguardo dei 500 parti, chiaramente viene rimessa in discussione la famosa deroga e potremo con più tranquillità continuare a riprogettare il futuro della nascita nella zona del Valdarno, vedendo con quali risorse e con quale progettualità. L’importante è far vedere che il nostro ospedale dà una risposta importante sia in termini qualitativi che quantitativi”, ha spiegato Francalanci.
Accanto alle prospettive legate al mantenimento del Punto nascita, dalla riunione è arrivata anche un’altra novità. Il Calcit Valdarno ha infatti raggiunto l’obiettivo della raccolta fondi per l’acquisto di un ecografo di ultima generazione destinato alla Ginecologia e Ostetricia della Gruccia. A darne notizia è stato il presidente Marco Ermini: “È stato un impegno importante, che ha sensibilizzato tutto il territorio ed è stato supportato anche dalla Conferenza dei sindaci. Grazie all’impegno degli imprenditori e dei cittadini, il Calcit è riuscito a raggiungere l’obiettivo della raccolta fondi necessaria per acquistare l’ecografo”.
Il nuovo strumento consentirà di potenziare le attività di diagnosi precoce e prevenzione, anche nell’individuazione di eventuali malformazioni fetali. L’apparecchio è già in consegna e, secondo quanto riferito da Ermini, dovrebbe arrivare entro circa 45 giorni. Seguiranno il collaudo e la consegna alla struttura ospedaliera, prima della messa a disposizione del reparto.
Per il Punto nascita della Gruccia, dunque, il quadro che emerge dalla Conferenza dei sindaci è decisamente più incoraggiante rispetto alle preoccupazioni dei mesi scorsi. La soglia dei 500 parti non è ancora stata raggiunta e il futuro del servizio resta legato anche alle valutazioni sulla deroga, ma la crescita delle nascite, il sostegno della Asl e gli investimenti sul reparto rappresentano segnali importanti per la continuità di un servizio considerato essenziale per tutto il Valdarno.

