Laterina Pergine, tanti i colpi alle aziende orafe negli anni. In alcuni casi uguali le modalità

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Il colpo, non riuscito, alla ditta orafa di Ponticino “Fratelli Chini” ricorda nelle modalità quello messo a segno nel marzo 2011 alla Salp. La banda riuscì a isolare un’intera area chiudendo le strade con i mezzi del Comune, dopo averli rubati, con tronchi d’alberi e auto incendiate. Poi con un caterpillar sfondò il muro dell’azienda di Poggio Bagnoli e una volta all’interno riuscì a portare via un bottino di 3 milioni di euro in oggetti preziosi. I ladri sono stati presi, arrestati e processati nel 2015. Furono tre le assoluzioni e una la condanna.

Ma nel territorio di Laterina Pergine, negli anni, sono stati altri i colpi organizzati ai danni di aziende orafe. Altri due sempre alla “Fratelli Chini”. Nel gennaio 2020 i ladri si calarono da un lucernario, fecero razzia di alcuni chili di oro e fuggirono. Nel settembre 2023, invece, i malviventi dopo aver distrutto il cancello d’ingresso usando un trattore come ariete furono costretti a fuggire senza aver portato via niente ma provocando ingenti danni.

Sempre nel 2023 ad essere presa di mira è stata la ditta Jessica Jewels di Ponticino: i ladri, dopo aver riempito di gas la cassaforte la fecero saltare e portarono via un bottino ingente. Le strade furono ostruite da alberi tagliati in zona per l’occasione.

Nel 2024, poi, fu la volta della “Fullove”: il bottino si aggirò su un chilo e mezzo di oro e argento. Due componenti della banda sono stati arrestati. Nel 2025, dopo aver bloccato la strada con un furgone, un autoarticolato e chiodi sparsi sull’asfalto, un’altra banda tentò un colpo alla LMP di Poggio Bagnoli ma l’arrivo delle forze dell’ordine la indusse a fuggire.

Con o senza refurtiva gli assalti messi a segno nelle aziende orafe tra Poggio Bagnoli e Ponticino hanno visto modalità molto simili e soprattutto sono stati accumunati dai danni ingenti causati alle strutture. Questa volta il dispositivo organizzato con estrema tempestività dai Carabinieri del comando provinciale di Arezzo e della compagnia di San Giovanni ha permesso di far luce da subito sulla vicenda e di rintracciare e arrestare gli autori.

 

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