Montevarchi: inaugurata la nuova installazione sulla Chiantigiana. Celebra l’Eroica

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Inaugurata la nuova installazione della rotatoria sulla Chiantigiana a Montevarchi. Si tratta della scultura di una bicicletta d’epoca che celebra la ciclostorica L’Eroica, una tra le più importanti in Italia. Il comune di Montevarchi ha collaborato con alcune associazioni della zona, sportive e non per la realizzazione dell’opera.

Il sindaco Silvia Chiassai Martini: “Per me è un’opera importante perché abbiamo voluto suggellare la storia della C. S. Aquila, iniziata nel 1902, che ha continuato anche con il calcio, che è un simbolo importante nel nostro presente e lo sarà anche per il nostro futuro. È un modo per dare voce anche alla volontà e a un desiderio di tanti montevarchini e di tutti i ragazzi della C.S Aquila, che in questi anni hanno portato avanti i colori della nostra storia. In questo modo creiamo un punto fisso, un punto fermo, che andrà anche oltre di noi, come punto di raccordo in una delle aree più importanti della nostra città, che collega la Chiantigiana. Per questo abbiamo avuto anche l’onore di poter celebrare L’Eroica, la ciclostorica più importante d’Italia, conosciuta in tutto il mondo, che ha inizio a 18 chilometri di distanza. Quindi credo che questo sia un simbolo della nostra montevarchinità, della passione di tanti ciclisti. Ringrazio la presenza oggi di tutti coloro che vengono dalla valdambrina e dalla marzocchina, a suggello che ciclismo e la passione per questo all’interno del nostro territorio unisce. Questa è l’opera di tutti coloro che in maniera appassionata hanno il desiderio di girare nelle nostre strade e di portare avanti i colori della nostra città”.

Alberto Caponi, presidente della sezione ciclistica del Club Sportivo Aquila: “L’idea nasce dal fatto che sono nato qui in questa strada, dove nasce e parte L’Eroica e dove passano tantissimi ciclisti. Anche mia nonna passava di qui per andare a lavorare nelle fabbriche di Montevarchi con la bicicletta, estate e inverno. La bicicletta è stato un mezzo che ha reso Montevarchi da un paese a una città. Alcuni particolari di questa bicicletta come le ruote, il manubrio e il sellino ricordano il 1902, l’anno della fondazione del nostro club sportivo. Infatti voglio ringraziare in primis loro, l’amministrazione per il supporto dato e chi mi ha aiutato a saldarla, José Taddeo, a verniciarla Simone Corsi e Daniele Gualdani per la messa in opera. Una rotonda è come un cerchio, come una ruota, e qui questo cerchio lo voglio chiudere, ricordando da dove siamo venuti e dove vogliamo andare: un paese, una città che pedala, lavora e non dimentica”.

Infine è intervenuto Giancarlo Brocci, ideatore de L’Eroica: “L’inaugurazione ha il significato di riconfermare che questo è un territorio che è nato vocato per la bicicletta e che deve recuperare una centralità mondiale. Gaiole in Chianti è diventato questo ombelico del mondo non solo per le ciclostoriche, ma per il ciclismo tutto. Da lì, e da mia idea, è nata anche le Strade Bianche, cioè la più grande idea dell’ultimo secolo di ciclismo. Il successo mondiale di Eroica conferma che noi siamo un territorio eccezionale per quanto riguarda le strade, le caratteristiche, l’ospitalità e il valore ambientale, storico, turistico, ma siamo soprattutto siamo il centro che più ha organizzato ciclismo nella storia del ciclismo italiano, perché il Valdarno, Aretino e Fiorentino, è quello che ha avuto il maggior numero di corse: non c’era Perdono, non c’era festa comandata, dove il clou non fosse la corsa di biciclette. Una tradizione, io sto a pensare nell’immediato secondo dopoguerra, c’era una squadra importante di dilettanti per ognuno dei paesi della zona. Questo tra l’altro aveva un legame anche con i nostri territori, perché la collina, la montagna più importante dal punto di vista ciclistico, era il nostro Coltibuono. Il cartello “L’Eroica 18” indica la distanza da Gaiole in Chianti. Badia Coltibuono è infatti a 13 chilometri, ma c’è anche Monteluco, che è una salita davvero importante che congiunge i comuni di Montevarchi con Gaiole. Domenica scorsa abbiamo salito Moncioni, un’altra delle salite che parte da Montevarchi e arriva nel territorio di Gaiole. Stiamo lavorando anche a un progetto molto importante, a cui ha aderito anche il comune di Montevarchi, di Strada Bianca del crinale: 50 km che collegheranno San Michele al Monteluco. Sarà una strada che diventerà una ciclabile naturale di grandissimo interesse per il turismo in bicicletta.”

Quindi questa è stata una inaugurazione non soltanto di una semplice installazione, ma di un simbolo del territorio del Valdarno e della storia e la tradizione che vi è alle sue spalle.

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