I lavori per il Memorario, polo d’interscambio ferro-gomma” di Montevarchi tramite il quale i cittadini potranno passare da treno ad autobus, parcheggiare le bici e avere un punto di riferimento per i trasporti pubblici, stanno per riprendere. Ad annunciarlo è stata la sindaca di Montevarchi Silvia Chiassai Martini che ha comunicato un nuovo affidamento per la riapertura del cantiere e il prolungamento dei fondi PNRR fino a fine 2027.
Il progetto risale al 2008 e la posa della prima pietra al 2011 ma varie vicissitudini, dopo l’apertura del cantiere, ne hanno impedito l’ultimazione. Il Memorario è stato fin da subito struttura importante anche per la MIV, mobilità in Valdarno. Ne parliamo con Antonio Perferi, coordinatore della MIV.
“La ripresa dei lavori è un fatto estremamente positivo, indipendentemente da tutte le responsabilità e dalle cause dell’interruzione degli interventi. Auspichiamo che la ripartenza sia quanto mai puntuale e che le date vengano rispettate perché il Memorario di Montevarchi è il punto nodale e centrale di tutto il sistema di trasporto su gomma e dello scambio ferro-gomma nel comprensorio del Valdarno. Lì si attestano decine e decine di pullman giornalmente. In questo momento il sistema è poco efficace ed efficiente perché con la vecchia autostazione ci sono più criticità”.
Perferi, poi, continua: “Il progetto Memorario parte da lontano, nel 2008, dall’idea di Giorgio Valentini che individuò, anticipando i tempi, nel rapporto ferro-gomma e trasporto pubblico uno dei punti fondamentali della qualità della vita. La partenza risale al 2011 con la posa della prima pietra, poi il il progetto è stato accantonato e ripreso successivamente intercettando i finanziamenti del PNRR. L’importante adesso è farlo funzionare, ridare cioè un nuovo impulso al sistema su gomma del Valdarno. Credo sia interesse di tutte le amministrazioni che funzioni, è un’opera che non è solo di Montevarchi, ma che ha una valenza comprensoriale”.
Antonio Perferi continua, poi, sottolineando l’importanza che riveste il Memorario per la mobilità MIV, un punto centrale per la mobilità.
“È importante perché tutti i pullman partono da lì. Si diramano da lì e lì avviene lo scambio ferro-gomma. Ferrovie dello Stato aveva già iniziato lo stallo delle biciclette per trasformare la stazione di Montevarchi in un nodo fondamentale anche per il collegamento con la ciclopista dell’Arno”.
Tante cose sono state fatte, tante altre sono in progettazione. La mobilità cambvia, si diversifica, si amplia, e MIV deve necessariamente adeguarsi per andare incontro alle esigenze sempre più articolate del territorio. Quali sono i piani di sviluppo futuro per la MIV?: “Sicuramente dovremo rivedere alcune situazioni, soprattutto dovremo riprendere il dialogo, che è stato serrato, con Confindustria, con le maggiori aziende del Valdarno e rivedere quante possibilità ancora ci sono di utilizzare gli strumenti del welfare aziendale per poter finanziare gli abbonamenti dei lavoratori. Ci sono state aziende che addirittura si sono rese disponibili a pagare per intero l’abbonamento ai dipendenti, sono state fatte delle deviazioni delle linee. Adesso dovremo fare anche le modifiche relativamente a quelle che verranno realizzate, penso per esempio all’ospedale di comunità di Bomba. Dovremo mettere insieme anche un piano di riqualificazione delle pensiline, cosa che era già stata fatta a suo tempo senza gravare sulle amministrazioni ma con un project financing con un’azienda leader del settore. Credo tutto sommato che oggi di questa esperienza possiamo dare un giudizio positivo”.
Infine il trasporto scolastico che all’inizio rappresenta spesso una situazione in divenire: “L‘inizio è stato positivo. Siamo pronti a recepire tutte le criticità che possono emergere, compreso quello che accadrà con alcune delocalizzazioni di certe scuole”.
Tra le novità che potrebbero subentrare quella del supporto ai giovani per spostarsi la sera, magari verso le discoteche. “Si tratta di un’idea da concretizzare, è chiaro che dovremmo trovare la forma esatta”.

