Sims, si lavora al ripristino dopo l’esplosione. Attivata la cassa integrazione per i dipendenti: il rientro in azienda entro la fine di settembre

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Non ripartirà lunedì la produzione all’interno dello stabilimento Sims di Reggello, dove lo scorso 17 agosto una esplosione si è verificata nella vasca di raccolta delle acque di processo dell’intero stabilimento, seguita dall’incendio dei reflui contenuti. Per ottemperare alle prescrizioni, l’azienda infatti dovrà svolgere alcuni lavori che consentano il pieno ripristino della vasca e dell’intero impianto idrico.

Dunque gli oltre cento dipendenti della Sims non torneranno al lavoro, e per loro scatta ora un periodo di cassa integrazione, previsto al momento in quattro settimane: l’obiettivo infatti è di tornare ad aprire i cancelli entro la fine di settembre.

Ieri si è tenuto un incontro con i rappresentanti sindacali di Filctem Cgil e Femca Cisl. Spiega Mattia Chiosi, di Filctem: “Si tratta di una CIGO, cassa ordinaria collegata all’evento oggettivamente non evitabile. Per queste casistiche qui è prevista la possibilità di attivare la cassa, e l’azienda ci ha presentato un approfondimento su quello che è avvenuto e le azioni che stanno intraprendendo: in sostanza chiedono quattro settimane di cassa integrazione, quindi fino quasi alla fine di settembre, partendo dalla data di lunedì”.

Nel corso dell’incontro i sindacati hanno chiesto chiarezza sulla situazione e sugli impegni della proprietà per superare le criticità, anche in relazione ovviamente alle prescrizioni di Arpat, dei Vigili del fuoco e degli enti competenti. Al momento Arpat ha previsto un nuovo controllo nel giro di due settimane, per verificare che le condizioni siano rispettate.

Sul fronte dell’interesse dei lavoratori, Chiosi aggiunge: “L’azienda si è mostrata disponibile, ed ha accolto le richieste che noi abbiamo fatto per i lavoratori, per cui l’anticipo da parte dell’azienda dell’importo di cassa, la maturazione dei ratei, l’integrazione al 100%. Quest’anno, tra l’altro, è stato un anno particolare, perché invece delle solite quattro settimane in agosto di ferie, erano state ridotte a tre per far fronte ad una serie di volumi aggiuntivi da evadere; quindi abbiamo suggerito anche di utilizziamo le ferie non utilizzate, dando ovviamente la possibilità alle persone liberamente di scegliere se utilizzare anche le ferie non fruite finora”.

I sindacati hanno già chiesto un altro incontro, tra un paio di settimane circa, con il direttore tecnico e Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, il referente di stabilimento, per monitorare la situazione in modo tale da avere aggiornamenti più precisi sull’andamento dei lavori. E infine, è stata indetta un’assemblea sindacale con i lavoratori, che si terrà giovedì prossimo 3 settembre.

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore
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