Le Liste Civiche Sangiovannesi sul teatro Bucci: “Diciannove anni di promesse, milioni di euro spesi, e ancora tante domande”

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Le Liste Civiche Sangiovannesi tornano a puntare l’attenzione sul cantiere del nuovo teatro Bucci. “Dopo la richiesta di un ulteriore finanziamento di 800.000 euro per il completamento del foyer e dopo che il sindaco Valentina Vadi ha indicato la primavera del 2027 come nuova data per l’inaugurazione, crediamo sia doveroso fermarsi e ricostruire una vicenda che, ormai, rappresenta una delle pagine più lunghe e controverse dell’amministrazione sangiovannese. Parliamo di un’opera acquistata nel 2008 dall’amministrazione guidata dal sindaco Mauro Tarchi, con un investimento di circa 1,5 milioni di euro e con il progetto di una vera Casa della Cultura: una sala da oltre 800 posti, spazi polivalenti, sale prova per giovani musicisti, locali per le associazioni, ambienti aperti alla creatività e alla vita culturale di San Giovanni Valdarno. Un progetto condivisibile e moderno, inserito insieme al recupero dell’ex Casa del Fascio nell’ambizioso polo culturale finanziato dalla Regione Toscana con circa 4,5 milioni di euro”.

“Poi, però, sono arrivati i cambiamenti”, continuano le Liste Civiche. “Con le due amministrazioni di Maurizio Viligiardi il progetto originario viene profondamente modificato. Si rinuncia alla visione iniziale del centro polifunzionale e si opta per un recupero più conservativo dell’edificio. Pare perché nel progetto iniziale da 800 posti, e quindi soggetto a particolari autorizzazioni, non erano state previste alcune cose obbligatorie per permettere di arrivare a tale capienza. Nel frattempo quindi arrivano varianti, problemi tecnici, adeguamenti sismici e antincendio, nuovi incarichi progettuali e continui rinvii. Già nel 2017 lo stesso sindaco Viligiardi ammetteva pubblicamente che i lavori non sarebbero terminati entro il suo mandato. Restavano ancora da realizzare gli impianti, la centrale termica, i pavimenti, le poltroncine e numerose opere di completamento”.

“Arrivano nuovi finanziamenti: prima circa 1 milione di euro per ulteriori interventi, poi quasi 3 milioni di euro attraverso il PNRR e i fondi per la rigenerazione urbana, risorse che avrebbero potuto essere destinate anche ad altri progetti strategici per la città ma che si sono rese necessarie per completare un’opera iniziata molti anni prima e mai portata a termine. E oggi scopriamo che nemmeno questi soldi sono sufficienti: servono altri 800.000 euro. E la nuova inaugurazione viene fissata alla primavera del 2027. Se questa previsione sarà rispettata – sottolineano le Liste Civiche – il Cinema Teatro Bucci riaprirà dopo diciannove anni dall’acquisto, un tempo difficilmente giustificabile per un’opera pubblica di questa importanza. Una vicenda che ha attraversato quattro amministrazioni comunali e che ha visto cambiare più volte progetti, obiettivi, cronoprogrammi e finanziamenti”.

“Noi continuiamo a sostenere ciò che diciamo da anni: il Bucci è un patrimonio della città e deve essere restituito ai cittadini: ma proprio perché è un patrimonio di tutti, i cittadini hanno diritto a conoscere la verità fino in fondo. Quanti soldi pubblici sono stati complessivamente investiti? Quante varianti sono state approvate? Perché si è abbandonato il progetto originario della Casa della Cultura?
Perché sono stati necessari continui rifinanziamenti? E soprattutto: perché, dopo quasi vent’anni, continuiamo a parlare di nuove scadenze invece che di un teatro finalmente aperto? Ma c’è un’altra questione sulla quale l’Amministrazione dovrebbe fare chiarezza fin da ora.
Quanto costerà ogni anno ai cittadini mantenere aperto il nuovo Teatro Bucci? Quale sarà l’impatto sulle casse comunali in termini di personale, utenze, manutenzione, gestione tecnica, programmazione culturale e contributi necessari per garantirne il funzionamento? Infine, perché l’inaugurazione fissata proprio la primavera del 2027? È una previsione esclusivamente tecnica, fondata sul reale stato dei lavori, oppure si è scelto un orizzonte temporale che potrebbe coincidere con future scadenze politiche nazionali? Lo chiediamo perché la Sindaca Valentina Vadi viene da tempo indicata come una possibile candidata alle prossime elezioni politiche. Sarebbe quindi utile chiarire se il cronoprogramma dei lavori sia determinato esclusivamente da esigenze tecniche oppure se vi siano anche valutazioni di natura politica”, concludono i consiglieri delle Liste Civiche Sangiovannesi.

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore
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