“Servono nuovi criteri organizzativi per garantire i punti nascita del paese tutelando la sicurezza delle mamme e dei bambini ed evitando la desertificazione di tali servizi nei territori”: lo afferma il sindaco di Montevarchi, Silvia Chiassai Martini, che esprime soddisfazione per il raggiungimento dei 300 parti alla Gruccia alla fine del mese di luglio, ma aggiunge che nella battaglia per il mantenimento del punto nascita occorre una riorganizzazione stabile con il San Donato. “La denatalità è una tendenza ormai irreversibile in Italia”, spiega Chiassai. “E questo non aiuta certo i numerosi punti nascita del nostro paese, fra cui anche il nostro della Gruccia, impegnati a raggiungere la soglia di 500 parti annui considerata dai tecnici come la soglia minima che permette ad un equipe di operare in sicurezza e non chiudere”.
“Sono molto contenta dei 300 nati a fine luglio ma solo il team unico fra il personale della Gruccia e quello di Arezzo per l’attività neonatologica è in grado, tramite la formazione costante e la rotazione del personale, di offrire la espertizzazione richiesta dai protocolli ministeriali per operare in sicurezza, solo questo ci permetterà di rimanere aperti senza ansie da numero di parti in futuro. Il numero dei nati fra i due centri sono ben superiori ai 1.500, numero che permette di mantenere aperto un punto nascita di primo livello, la Gruccia, e uno di secondo livello, il San Donato. I due centri stanno già collaborando da tempo, ora è il momento di fare il passaggio che può rappresentare una svolta: spetta alla nostra Asl sud est e la Regione Toscana, al di là del parere del Comitato punto nascita nazionale che a giorni arriverà e che a quanto pare non darà più di una deroga momentanea”, afferma Chiassai.
“Tutto il personale, sia ostetrico sia ginecologico che neonatologico, si sta impegnando duramente da mesi con tutti gli strumenti possibili per arrivare a 500 alla fine dell’anno, li ringraziamo perché sono riusciti a mandare un segnale concreto di cambiamento positivo ma senza l’integrazione dei due centri i numeri non possono essere garantiti, come confermano i dati che emergono dallo studio pubblicato negli ultimi giorni di luglio dal “Dossier natalità 2026“ realizzato dalla Fondazione per la Natalità in collaborazione con l’Istat. I criteri per la valutazione dei punti nascita vanno rivisti alla luce della costante denatalità garantendo però la sicurezza delle partorienti e dei bambini”: anche per questo, spiega il Sindaco Chiassai Martini, esiste la proposta di legge di iniziativa popolare di cui sta promuovendo da alcuni mesi la raccolta delle 50.000 firme necessarie per presentare l’iniziativa in parlamento, insieme a varie associazioni del territorio raggruppate sotto il comitato Cuore di Bimbo del Presidente Andrea Fiori. “Questa PDL propone un nuovo modello gestionale, il team unico, per garantire la professionalità e la sicurezza anche nei punti nascita che risultano sotto soglia, un fenomeno nazionale ad oggi incontrovertibile, oltre alla richiesta di un diritto essenziale dei bambini, la guardia medica pediatrica in presenza e telematica; oggi nel nostro paese sono tante le famiglie che affrontano troppi disagi nella cura dei loro bimbi, basta pensare a quello che succede alle famiglie delle aree interne che nel weekend sono costrette a fare chilometri”, conclude il sindaco di Montevarchi.

