Via libera in Consiglio comunale a Montevarchi per il nuovo Piano Economico e Finanziario per il servizio dei rifiuti per il 2026 e le relative tariffe Tari. L’approvazione è avvenuta con i soli voti favorevoli della maggioranza. L’Amministrazione ha spiegato i dettagli di un PEF che rappresenta il costo totale del servizio, arrivato per il 2026 a superare i 5 milioni e 630mila euro; tanto che il comune ha lavorato per contenere i rincari con uno stanziamento da bilancio (coperto per la maggior parte dal recupero dell’evasione) di quasi 340mila euro.
Presentando il PEF, la vicesindaco con delega al bilancio Cristina Bucciarelli ha spiegato: “Come ormai sapete, il costo del servizio è determinato in sede di Ambito territoriale con metodo di calcolo Arera, in questo caso alla terza modifica. Per il comune di Montevarchi il Pef ha un valore complessivo 5 milioni 636mila euro circa. Come l’anno scorso, anzi in maniera più sostanziosa, l’Amministrazione ha deciso di contenere gli aumenti e quindi il comune contribuisce con 339mila euro, di cui 303mila euro che corrispondono al recupero dell’evasione su cui il comune ha lavorato. Una scelta, quella di contribuire con i 339mila euro, che l’Amministrazione rivendica con forza. Il che abbassa il totale a carico dei cittadini in tariffa a 5 milioni e 297mila euro”.
Dalle opposizioni, le critiche sono state sull’efficacia delle scelte fatte finora sulla gestione del servizio, sottolineando che comunque Montevarchi anche quest’anno registra un aumento, a fronte di una qualità ancora insufficiente. L’Amministrazione comunale, con il sindaco Chiassai Martini e l’assessore Brandi, ha rivendicato la bontà della scelta del cassonetto stradale a discapito del porta a porta, perché questo ha permesso di contenere notevolmente i costi. “Questa è una scelta politica convinta che abbiamo fatto fin da subito con numeri alla mano. I costi che vediamo aumentare non sono dovuti alle scelte politiche di questa Amministrazione, ma di un sistema, quello di calcolo Arera, su cui non abbiamo possibilità di intervenire in nessun modo. Al momento e alle condizioni attuali stiamo offrendo il servizio più economico possibile”, ha detto Chiassai.
Alla luce dell’approvazione del PEF, il Consiglio ha poi approvato anche le nuove tariffe Tari 2026: l’aumento in tariffa, ha spiegato la vicesindaco Bucciarelli, è distribuito in misura più ridotta per le utenze domestiche (dal 1,6% fino al 1,93%) mentre grava maggiormente sulle utenze non domestiche (dal 2,06% al 2,7%). La ripartizione della parte dei costi fissi è stabilita per il 67% a carico delle utenze domestiche e per il 33% per le utenze non domestiche (il rapporto era di 70% – 30%, e ha spiegato Bucciarelli è stata ricalibrata a seguito di dati legati alla maggiore produzione della differenziata). Rimangono sia il bonus sociale sia le agevolazioni del comune per le categorie più svantaggiate, confermate anche per il 2026.

