A Badia a Ruoti il Mediterraneo parla la lingua del Sabir: in concerto Stefano Saletti & Banda Ikona

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Il chiostro dell’antica abbazia di Bucine ospita una serata tra musica, memoria e dialogo fra culture nell’ambito del festival Orientoccidente. Un’antica lingua nata nei porti del Mediterraneo torna a vivere attraverso la musica. È il Sabir, il linguaggio degli incontri e degli scambi tra popoli diversi, che mercoledì 22 luglio arriverà nel cuore della Valdambra grazie a Stefano Saletti & Banda Ikona.

Il luogo scelto per questo viaggio musicale non potrebbe essere più evocativo: il chiostro dell’Abbazia di San Pietro a Badia a Ruoti, uno degli angoli più suggestivi del territorio di Bucine, farà da scenario alla nuova tappa di Orientoccidente, il festival che da anni porta in Valdarno e nei territori vicini artisti capaci di raccontare il mondo attraverso suoni e storie.

Alle 21.30 il pubblico sarà accompagnato in un percorso che attraversa idealmente le coste del Mediterraneo, un mare che nei secoli è stato frontiera ma anche luogo di incontro, contaminazione e nascita di nuove culture. La musica di Banda Ikona parte proprio da questa idea: recuperare ciò che unisce, superando le divisioni e le distanze.

Al centro del progetto c’è Stefano Saletti, musicista e compositore che da anni ricerca nelle tradizioni mediterranee una possibile lingua comune. Attraverso strumenti come oud, bouzouki e saz, insieme a sonorità contemporanee, costruisce un ponte tra passato e presente, tra le melodie del Mediterraneo e le inquietudini del nostro tempo.

Con Banda Ikona il Sabir diventa una lingua musicale capace di raccontare storie di viaggiatori, commercianti, marinai e comunità che per secoli si sono incontrate sulle rive dello stesso mare. Un patrimonio immateriale che oggi assume anche un forte valore simbolico, in un momento storico segnato da conflitti e nuove divisioni.

Il concerto sarà anche l’occasione per ascoltare i brani dell’ultimo lavoro “Mediterranima”, un album che guarda al Mediterraneo non soltanto come spazio geografico, ma come luogo dell’anima: un territorio complesso e contraddittorio, ma ancora capace di custodire bellezza e speranza. Sul palco, insieme a Saletti, una formazione composta da musicisti di grande esperienza: Gabriella Aiello e Yasemin Sannino alle voci, Gabriele Coen al clarinetto e sax, Eugenio Saletti al basso acustico e voce, Giovanni Lo Cascio alle percussioni.

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