Primo test per il sistema dei trasporti in occasione dei lavori al cavalcaferrovia di Ponte al Pino, con lo stop ai treni fra Campo Marte e Santa Maria Novella. Una situazione che è apparsa sotto controllo, senza particolari criticità. A verificare di persona con un sopralluogo l’assessore regionale ai trasporti Filippo Boni: “Stamattina tra i pendolari per seguire da vicino l’avvio del piano straordinario predisposto per affrontare la situazione di emergenza nazionale di sostituzione di Ponte al Pino. Al momento gli spostamenti stanno procedendo in modo fluido e regolare, grazie al grande lavoro di coordinamento messo in campo e alla collaborazione di tutti. Un ringraziamento sincero va ai lavoratori, ai volontari, alle forze impegnate sul territorio e a tutto il personale che, con professionalità e spirito di servizio, sta dando il massimo per garantire sicurezza e continuità negli spostamenti. Grazie anche ai pendolari e ai cittadini per la pazienza, il senso civico e la collaborazione che stanno dimostrando in queste ore. Continueremo a monitorare costantemente la situazione per affrontare ogni eventuale criticità”.

Dal Comitato Pendolari Valdarno Direttissima le segnalazioni sono di un generale rispetto delle condizioni annunciate. Scrive il portavoce Maurizio Da Re: “Stamani, primo giorno di blocco a CdM, i treni previsti sono finora tutti puntuali, qualcuno addirittura in anticipo.
Il Foligno 94712 (ex 4070) è arrivato in lieve ritardo a Figline, 8.12 invece di 8.08, e addirittura a CM è stato in anticipo, h. 8.29 invece delle 8.33. I bus navetta da via Masaccio sembrano sufficienti e regolari”.
A testare il sistema, pubblicando un puntuale report, uno dei membri del Comitato, Fabrizio Mindoli: “Stamani ho preso il Regionale 18740 da Figline alle 7:27 che era partito da Arezzo alle 6:45. Carrozze sufficienti, posti liberi a sedere. Partito in orario ha percorso la linea lenta facendo tutte le fermate. In orario fino a Rovezzano dove ha spostato 6 minuti in più, probabilmente per una precedenza. Arrivato a Firenze Campo di Marte alle 8:20 con 5 minuti di ritardo. Tutti i viaggiatori sono stati fatti scendere; al binario personale di Trenitalia spiegava e guidava verso le uscite. Nel sottopassaggio numerosi cartelli spiegavano come procedere. In via Mannelli altro personale di Trenitalia, Protezione Civile e Polizia Municipale a guidare i flussi di viaggiatori verso via Masaccio e i bus navetta. In via Masaccio 56 due bus navetta hanno caricato i primi viaggiatori (un centinaio). La frequenza in questa fascia oraria è di ogni 6 minuti. La navetta ha percorso via Masaccio scortata inizialmente da motociclisti della polizia municipale a sirene spiegate. Arrivati alla fermata di via del Ponterosso l’autista ha gridato che chi andava alla Stazione di Santa Maria Novella doveva scendere per prendere la Tramvia alla stazione Libertà Parterre attraversando la strada sulla piazza. Il bus navetta ha poi proseguito verso Fortezza dove chi era diretto a Rifredi Careggi poteva scendere alla fermata Strozzi Fallaci e prendere la tramvia linea T1. Per quanto ho visto tutto ha funzionato perfettamente. Aggiungo che non c’era la folla di pendolari che c’è di solito probabilmente perché ha funzionato l’azione ‘deterrente’ della Regione che ha spinto molti pendolari a evitare di prendere il treno”.


