Alleanza Verdi Sinistra a Montevarchi entra nel merito della transizione ecologica e della CER. “Apprendiamo che il sindaco di Montevarchi Silvia Chiassaia Martini ha partecipato come relatrice a Roma al primo incontro nazionale dell’Osservatorio sulla Transizione Ecologica nelle Città. Magari, chissà, per lei si prepara qualche bella poltrona energetica nel futuro post sindaca. Ciò che ci lascia perplessi è cosa si è fatto e cosa si lascia in termini di transizione energetica e sostenibilità ambientale. Montevarchi in ciò ha una sua specificità, una Comunità Energetica Rinnovabile pensata come Fondazione che ha già ricevuto dalla Corte dei Conti rilievi non indifferenti riguardo lo strumento della Fondazione e, cosa ben più importante, il rilievo di aver snaturato il fine stesso del concetto di Comunità e condivisione attraverso una Fondazione che appare più come oggetto speculativo che sociale”.
Secondo AVS inoltre, “benché le adesioni non manchino, ad oggi ben pochi sono stati i KW/H prodotti all’interno del comune di Montevarchi e ancora meno i kW/h che ricadono sulla cabina primaria, discrimine necessario per autorizzare l’incentivo spettante. Come AVS ricordiamo bene cosa fu detto nel Consiglio Comunale aperto dedicato alla costituzione della Fondazione CER ITALIA, in special modo come la produzione nei fine settimana potesse essere a beneficio delle famiglie montevarchine, allora i Kw/h volavano ed atterravano come se si stesse costruendo un paradiso energetico. Vorremmo chiedere quanti kW/h vengono prodotti all’interno del comune di Montevarchi, quanti kW/h cadono sulla cabina primaria, qual è l’importo dell’incentivo e come viene redistribuito, anzi abbiamo notizie che la Fondazione CER Italia non ha dalla sua costituzione comunicato niente ai propri aderenti e non abbiamo notizie riguardo ad eventuali riunioni degli aderenti alla Fondazione”.
“La transizione – continua AVS – non si può misurare soltanto attraverso una Comunità Energetica Rinnovabile, risulterebbe limitato e non onesto. Cosa è stato fatto per l’abbattimento dell’inquinamento da idrocarburi, primo responsabile secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità di alcuni tipi di tumore? La viabilità è la solita da dieci anni, niente è stato fatto per dotare il territorio di una mobilità sostenibile, al contrario quest’amministrazione continua a sostenere la scelta di fare passare un’importante arteria carrabile all’interno di un quartiere di Montevarchi dove insistono strutture sportive che proprio per loro natura dovrebbero stare lontano da fonti d’inquinamento. Le ciclabili oggetti smarriti, non ultimo la ciclopista dell’Arno, così poco mantenuta da mettere a rischio l’accessibilità alla stessa ciclabile. Il centro storico ormai ridotto a parte integrante della viabilità cittadina utilizzato sempre più spesso come percorso da fare che come luogo dove andare. I rilevamenti atmosferici sul grado di inquinamento dove sono? Le centraline per la raccolta dei dati sensibili come microparticelle, polveri sottili e idrocarburi, sono posizionate come si deve? In luoghi sensibili come RSA, scuole, parchi e centri storici?”.
“Concludendo, la notizia che chi ha amministrato questa città per dieci anni venga premiato attraverso la nomina nell’osservatorio nazionale sulla Transizione energetica ci lascia perplessi, al tempo rafforza la convinzione che c’è tanto da fare per riportare Montevarchi dove merita, che il percorso sulla transizione energetica non vale niente senza sostenibilità perché sostenibile vuol dire una sana redistribuzione energetica, vuol dire abbattere i monopoli, vuol dire dare alle nostre comunità luoghi vivibili sotto l’aspetto sanitario e paesaggistico, vuol dire infine condividere questa terra ognuno con le sue piccole o grandi responsabilità non vuole dire rendere strumento di qualcuno o qualcosa i cambiamenti necessari”.

