Il gruppo consiliare Sentire Comune di Castelfranco Piandiscò, in una nota, respinge le accuse di “polemiche sterili” e “critiche preconcette” sulla questione della mensa di Castelfranco, e replica: “Il nostro lavoro è, e continuerà ad essere, quello di un’opposizione responsabile: vigilare sull’utilizzo delle risorse pubbliche e dare voce ai bisogni reali della cittadinanza. Parliamo con le famiglie, ascoltiamo la comunità e raccogliamo le preoccupazioni che emergono. Per questo abbiamo sollevato il tema del dimensionamento della nuova mensa e dell’organizzazione su doppio turno”.
“Riteniamo – continua il gruppo di opposizione – che prima di definire questa scelta come migliorativa sotto il profilo educativo, fosse necessario un confronto più ampio con l’istituzione scolastica, con chi quotidianamente vive la scuola e anche con le forze di opposizione. Un confronto che, nei fatti, non c’è stato. Le nostre valutazioni si basano su considerazioni pedagogiche e su esperienze già presenti in altre realtà, che evidenziano come il momento del pasto sia parte integrante del tempo educativo e relazionale. Proprio per questo un turno unico avrebbe garantito un’organizzazione didattica più efficace e un momento sociale più condiviso e con meno interruzioni”.
“Accogliamo positivamente – si legge ancora nella nota – gli investimenti realizzati dall’amministrazione negli ultimi anni. Proprio per questo, crediamo che ogni intervento debba rappresentare un reale salto di qualità e non una soluzione al ribasso giustificata da limiti progettuali. Il compito dell’opposizione in una democrazia è contribuire al dibattito pubblico con proposte, osservazioni e spirito critico. Quando questo contributo viene liquidato come polemica, si rischia di impoverire il confronto e allontanarsi dai bisogni reali dei cittadini”.
“Nel caso della mensa di Castelfranco di Sopra – conclude Sentire Comune – riteniamo che sia stata portata avanti una pianificazione veloce e approssimativa, che non ha minimamente considerato il doveroso coinvolgimento dell’istituzione scolastica e della comunità educativa. Una scelta che riteniamo sbagliata nel metodo e nel merito. All’amministrazione chiediamo un cambio di passo: più confronto, più ascolto e maggiore rispetto istituzionale nel riconoscere il ruolo di chi esercita, con responsabilità, il proprio compito di controllo e proposta. Ne va della qualità del dibattito pubblico e delle scelte future per la nostra comunità”.

