I fuochi d’artificio hanno messo il sigillo finale ad un’edizione davvero speciale della Sagra Fragole e Panna di Matassino, quarantesima edizione della festa della comunità. La processione straordinaria, con il Vescovo, gli ex parroci e le altre parrocchie figlinesi insieme nella chiusura del mese mariano, ha visto una forte partecipazione, segno che questa festa ha saputo unire davvero. Con tanti momenti importanti: dall’apertura con l’attore Pietro Sarubbi, all’inedita cena in strada con trecento persone a tavola, fino ai momenti di confronto, quello sullo sport alla presenza di Maurizio Sarri, quello sull’impegno solidale per gli altri alla presenza dell’arcivescovo Gambelli e di Salvatore Inguì, di Libera. E poi la musica, i tornei sportivi, il divertimento, la solidarietà e il cibo protagonisti.
“Non è solo una festa religiosa”, ha sottolineato in chiusura il parroco, Don Simone Imperiosi, davanti ai tre sindaci presenti: Giunti per Reggello, Ermini per Figline e Incisa e Rossi per Castelfranco Piandiscò. “È la festa di una comunità intera. Il Matassino non è un paese diviso in tre comuni, ma una comunità che unisce tre comuni, e con questa edizione della nostra festa lo abbiamo dimostrato”. Ai tre sindaci presenti alla serata di chiusura, Don Simone ha lanciato un appello: “Per Matassino si avvicina un cantiere importante di viabilità, ci saranno disagi e ci auguriamo che siate al fianco delle esigenze di questa comunità. Ma soprattutto vi chiedo di pensare insieme a chi sarà intitolato il nuovo ponte sul Resco, in modo che rimanga un simbolo presente per il paese”.
E commentando l’esito della festa, il parroco ha aggiunto: “Per poter organizzare una festa come questa c’è bisogno della mente, dell’impegno, del cuore di tante persone e così è stato, soprattutto quest’anno. Abbiamo dato una chiara testimonianza che fare insieme è possibile per poter diventare una comunità migliore. Ed è un valore quello della comunità e della comunione di cui abbiamo tutti bisogno, non solo i credenti o i cristiani, ma io credo sia un dovere di tutti quello di costruire relazioni sane, al di là dei conflitti o delle idee diverse, per vivere in maniera sana insieme: è fondamentale e soprattutto dà una testimonianza anche per i giovani, per i ragazzi che stanno crescendo in un mondo sicuramente molto complicato e difficile. Ci tengo in modo particolare a ringraziare tutte le persone che non solo in questi giorni, ma in questi mesi si sono date da fare per poter mettere in piedi questa festa che appunto non è solo la festa della parrocchia ma è la festa di tutto il paese. Continuiamo fiduciosi, andiamo avanti perché il nostro servizio come parrocchia per il nostro Paese è ormai fondamentale. Sentiamo il peso e la responsabilità di quello che ci è chiesto, ma tutti insieme lo possiamo vivere al meglio”.
La foto di copertina è di Paolo Ricci

