Dopo quanto accaduto nella gara tra gli allievi della Resco Reggello e dell’Arno Castiglioni Laterina del 25 aprile a Bucine, con la madre di un giovane calciatore della squadra reggellese che avrebbe lanciato sassi contro l’arbitro, minorenne come il figlio, arriva il commento della sezione Aia del Valdarno.
“Siamo amareggiati perchè è l’ennesimo caso che si verifica in partite del settore giovanile -dice ii presidente Gabriele Nuzzi- e sono episodi senza senso. Occorre una riflessione da parte di tutti: istituzioni, federazioni e società”.
Anche la società Resco Reggello prende con fermezza le distanze da quanto verificatosi:” Si tratta di un gesto intollerabile e inqualificabile, radicalmente contrario ai valori di rispetto, lealtà e sportività che da sempre ci contraddistinguono. Qualsiasi forma di violenza è assolutamente incompatibile con i principi del nostro club e non sarà in alcun modo tollerata. La società esprime la più totale solidarietà nei confronti del direttore di gara, al quale rivolge le più sentite e sincere scuse. Tali scuse vengono estese anche all’Associazione Italiana Arbitri, la cui professionalità e autorevolezza sono state lese, e alla società Arno Castiglioni Laterina, per una giornata di sport purtroppo compromessa”.
Trattandosi di partite di settore giovanile, con un valore quindi anche educativo, quanto accaduto ha una gravità ancora maggiore. Nella certezza che fatti del genere non debbano accadere nei campi di calcio di nessuna categoria, fra le cose che ragazzi devono imparare ci sono il rispetto sia dell’avversario che dell’arbitro. Cose che anche i genitori sono chiamati a fare, ma spesso se ne dimenticano e rischiano di trasmettere modelli educativi sbagliati.

