Un nuovo punto di riferimento per la salute mentale giovanile prende forma nel cuore del Valdarno. È stato inaugurato oggi GIOi (Intensivo Giovani), un centro diurno dedicato ad adolescenti tra i 12 e i 17 anni che necessitano di un supporto psicologico intensivo. Un progetto che risponde concretamente a un bisogno crescente emerso con forza negli ultimi anni, soprattutto dopo la pandemia.
Il centro nasce dalla collaborazione tra l’Azienda Usl Toscana Sud Est, la Conferenza dei sindaci del Valdarno aretino, la cooperativa K2B, soggetto gestore del servizio e il Comune. Il Comune di San Giovanni Valdarno ha messo a disposizione l’immobile di via Vetri Vecchi 34, concesso in comodato d’uso gratuito, che sarà in grado di accogliere fino a 12 ragazzi e offrire percorsi terapeutico-riabilitativi personalizzati dal lunedì al sabato. L’iniziativa si inserisce nel Piano Sanitario Sociale Integrato Regionale e rappresenta una risposta concreta all’aumento delle richieste di assistenza nell’ambito della salute mentale in età evolutiva.
La giornata di oggi si inserisce inoltre nel programma del Festival della Salute Mentale, che per il secondo anno consecutivo fa tappa in Valdarno, proponendo momenti di confronto e approfondimento sui temi del benessere psicologico, con un’attenzione particolare al mondo degli adolescenti. Uno dei momenti centrali della giornata è stato il convegno “Under pressure. Attraversare le sfide e le opportunità dell’adolescenza”, ospitato al Centro di GeoTecnologie, che ha visto la partecipazione di esperti, operatori e professionisti del settore. A seguire, nel pomeriggio, l’inaugurazione ufficiale della struttura.
Il valore del progetto emerge chiaramente anche dalle parole dei protagonisti.
”Questo è un centro diurno che darà una risposta a ragazzi tra i 12 e i 17 anni che hanno attraversato momenti di crisi psicologica o psichica”, ha spiegato Elena Rebora, direttrice della Zona Distretto Valdarno. “Si tratta di una fase intermedia fondamentale: non sempre è sufficiente un supporto ambulatoriale, ma allo stesso tempo si vuole evitare il ricorso a strutture residenziali. Questo servizio ci permette di intervenire in modo più appropriato rispetto ai bisogni, che purtroppo sono in costante aumento”.
Sulla stessa linea anche Elena Gatteschi, presidente della cooperativa K2B, che gestirà il centro: “Dopo la pandemia abbiamo registrato un forte incremento del disagio psicologico tra i giovani. Qui accoglieremo ragazzi già in carico ai servizi di salute mentale, offrendo un percorso altamente personalizzato. Il nostro lavoro punta a valorizzare le potenzialità di ciascuno, sostenendo le fragilità ma anche accompagnando verso una graduale riconnessione con il territorio e la vita quotidiana”.
Grande soddisfazione anche da parte delle istituzioni regionali. “È una struttura molto importante per i giovani che attraversano una fase delicata della vita», ha sottolineato l’assessore regionale Filippo Boni. “Questo centro rappresenta un nuovo inizio: l’auspicio è che i ragazzi che entreranno qui possano uscire più forti, pronti a riprendere in mano la propria vita”.
Un traguardo significativo per il territorio, come evidenziato dalla sindaca di San Giovanni Valdarno e presidente della Conferenza dei sindaci del Valdarno aretino, Valentina Vadi: “Questo centro è il risultato di oltre due anni di lavoro. È un luogo pensato per accogliere adolescenti in difficoltà e offrire loro un ambiente familiare e di supporto. È un passo fondamentale, ma non l’unico: entro la fine dell’anno apriremo anche un centro di aggregazione giovanile, perché l’adolescenza è una fase complessa che richiede attenzione e investimenti continui”.
GIOi non sarà solo un luogo di cura, ma un presidio territoriale attivo, capace di coinvolgere scuole, famiglie e servizi sociali in un’azione integrata. Un segnale importante per il Valdarno, che si dota così di uno strumento concreto per affrontare una delle sfide più urgenti del nostro tempo: il benessere psicologico delle nuove generazioni.

