Nel bellissimo scenario di Palazzo d’Arnolfo, simbolo della città, si è svolta in forma solenne una seduta consiliare per celebrare l’80° anniversario del primo voto amministrativo democratico e del primo Consiglio comunale nonchè del suffragio universale femminile.
Il primo a prendere la parola è stato il Presidente del Consiglio comunale, Lorenzo Martellini, che ha tracciato la storia politica e amministrativa di San Giovanni: dopo la guerra e la fine della dittatura, l’Italia iniziò il suo percorso democratico fondato su partecipazione ed uguaglianza e a San Giovanni arrivarono le prime elezioni democratiche del 24 marzo 1946, con un’affluenza del 90%, il primo Consiglio comunale del 31 marzo. Da allora San Giovanni ha avuto 11 sindaci. E’ stato anche ricordato che nel 1946 furono elette due donne di cui una divenne assessore.
All’inizio del Consiglio hanno preso la parola i capigruppo consiliari attualmente in carica. La seduta consiliare solenne ha visto la partecipazione di alcuni sindaci, come Gennaro Lo Santo, Mauro Tarchi e Maurizio Viligiardi, di presidenti del Consiglio comunale e consiglieri comunali eletti dal 1946 a oggi, testimoni della storia amministrativa della città, del Prefetto di Arezzo Clemente Di Nuzzo, del vescovo di Fiesole Stefano Manetti e di rappresentanze delle forze dell’ordine.
E’ intervenuto anche Cosimo Guccione, presidente del Consiglio comunale di Firenze, le conclusioni sono state affidate al sindaco Valentina Vadi che nella parte finale del suo discorso, ha detto: “La presenza delle donne nelle istituzioni – ancora oggi modesta a paragone di quella degli uomini, nei diversi livelli istituzionali e soprattutto in Parlamento – è una garanzia di giustizia e di democrazia, non è un mero fatto formale, di rispetto di principi democratici ed egualitari astratti, magari assicurati dalle quote rosa: la presenza delle donne orienta fortemente le scelte politiche, le qualifica, le caratterizza in termini di cura e di profonda umanità. Sono convinta che ancora molto debba essere fatto perché l’uguaglianza delle donne non sia solo di diritto, ma divenga una uguaglianza di fatto, come recita l’articolo 3 della Costituzione. È questo il passaggio ed il cambiamento culturale più importante e delicato che ancora oggi fatica a compiersi, talvolta a partire dalle donne stesse, perché gli stereotipi e i pregiudizi che le vedono cristallizzate in ruoli sociali marginali e subalterni, non costituiscano un freno alla loro affermazione”.
“Le donne dovrebbero prendere il coraggio ed ambire (nel senso positivo del termine) a ruoli di leadership nei livelli apicali, avere fiducia nelle proprie qualità, nelle proprie idee e nelle proprie competenze, come fecero, con grande temerità le 21 deputate della Costituente, nel Giugno del 1946. Personalmente, da donna impegnata nelle istituzioni, nutro un sentimento di profonda riconoscenza per tutte le donne che, dal livello locale a quello nazionale, dal Marzo del 1946 hanno dato il via ad un cammino di conquista di diritti e di pari opportunità per tutte le donne italiane perché è grazie al loro impegno e alla loro determinazione, che io, oggi, posso avere la possibilità di impegnarmi nella vita pubblica della mia città. 80 anni fa nacque l’Italia repubblicana e democratica e ricordare e celebrare questo anniversario è importante purché il cammino di crescita che ha contraddistinto il nostro paese a partire da quella data, non venga ritenuto concluso e purché lo spirito di ri-costruzione che spinse i padri e le madri costituenti, stimoli e spinga ancora oggi, tutti noi, all’azione pubblica in nome della collettività e del bene comune”.
Un momento di alto valore storico e democratico quello che è stato celebrato in Palazzo d’Arnolfo ricordando tutti coloro e tutte le donne che hanno permesso agli uomini e alle donne di oggi di proseguire e migliorare il percorso verso una società migliore a cominciare dalle Istituzioni.

