Alla luce del dibattito regionale sulla denatalità e sulla tenuta dei punti nascita in Toscana, anche il Valdarno prende posizione soprattutto in seguito al mancato raggiungimento della soglia dei 500 nati, così come prevede la legge Balduzzi. È quanto emerso dalla conferenza stampa che si è svolta all’ospedale del Valdarno, alla presenza della direzione sanitaria, dei sindaci del territorio e del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.
Ad aprire l’incontro è stata Patrizia Bobini, direttrice dell’ospedale del Valdarno, che ha tracciato un quadro complessivamente positivo dell’andamento della struttura. In particolare, Bobini ha sottolineato l’evoluzione favorevole di alcuni settori chiave come ginecologia, ortopedia e chirurgia, insieme all’aumento dei cosiddetti “codici minori” al pronto soccorso. Un dato che, secondo la direttrice, evidenzia la necessità di alleggerire l’ospedale da quelle prestazioni che potrebbero essere prese in carico a livello territoriale. Sul tema delle nascite, Bobini ha parlato di un calo fisiologico, legato al generale andamento demografico, precisando tuttavia che l’organico medico è adeguato e che la qualità dei servizi resta elevata. Negli ultimi anni sono state avviate attività specifiche per attrarre le donne in gravidanza del Valdarno fiorentino, attraverso percorsi nascita mirati, considerando che circa il 15% degli accessi al pronto soccorso proviene proprio da quell’area:”Si tratta di percorsi a lungo termine – ha spiegato – ma abbiamo tutte le intenzioni di proseguirli». L’obiettivo è rafforzare il punto nascita dell’ospedale del Valdarno anche come riferimento per la popolazione straniera residente sul territorio, che altrimenti rischierebbe di non essere adeguatamente agevolata.
Il cuore della conferenza è stato l’intervento del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che ha ricondotto il dibattito a una questione di carattere regionale e nazionale. Giani ha ribadito con forza il valore identitario e simbolico del punto nascita per una comunità, definendolo un segno distintivo dell’eccellenza di un ospedale. Il presidente ha richiamato l’attenzione sui vincoli normativi imposti dal decreto Balduzzi, che stabilisce il limite minimo di 500 parti annui per i punti nascita ospedalieri e di 1.000 per quelli universitari. Da qui la duplice strategia indicata dalla Regione: da un lato la pressione sul Parlamento e sul Ministero della Salute per rivedere i parametri del decreto Balduzzi, abbassando le soglie a 400 e 800 parti annui; dall’altro un’azione immediata di comunicazione e sensibilizzazione rivolta alla popolazione locale. “Chi vive su questo territorio – ha detto Giani – deve sentirsi sicuro di partorire qui, senza pensare che andare ad Arezzo o a Firenze offra maggiori tutele. Questo ospedale ha professionalità, attrezzature e un contesto che garantiscono un parto di eccellenza”.
A chiudere l’incontro è stata Valentina Vadi, presidente della Conferenza dei sindaci del Valdarno, che ha espresso piena condivisione dell’impostazione regionale. “Come Conferenza dei sindaci siamo allineati sia sull’azione locale che su quella nazionale – ha dichiarato – ma accanto alla politica serve anche un’azione tecnica concreta per garantire il futuro dei servizi e del punto nascita”.
La conferenza ha dunque ribadito un messaggio chiaro: la difesa del punto nascita del Valdarno passa sia da scelte legislative nazionali sia dal coinvolgimento diretto della comunità locale, chiamata a riconoscere e valorizzare il proprio ospedale come presidio di qualità e sicurezza.
Eugenio Giani, Presidente della Regione Toscana: “Prevenire è sempre meglio rispetto a trovarsi in modo irreversibile in situazioni che non vogliamo. L’ospedale della Gruccia ha una maternità e una ginecologia di grande spessore, di livello con bravi professionisti ma sono comunque tre anni in cui il numero dei parti è inferiore a quanto dice la legge ovverosia ai 500 parti necessari per tenere aperto il reparto. E’ una situazione che coinvolge 7/8 ospedali della Toscana. I limiti imposti dalla legge Balduzzi sono 500 per gli ospedali e 1000 per le cliniche universitarie. Noi possiamo chiedere le deroghe e noi le chiederemo ma poi rischiamo di ritrovarci nella situazione delle scuole dove il Ministero alla fina ha mandato il Commissario per chiudere alcuni Istituti. Quindi è necessario fare opera di convinzione verso i cittadini di venire a sfruttare questa struttura. Non si tratta di allarmismo strumentale ma di stimolare i cittadini a usare di più la maternità della Gruccia per ricondurre ai limiti previsti per legge e mantenere il punto nascita sul territorio senza andare ad Arezzo. Mi preme anche dire che io mi adopererò presso il Ministro, ne ho già parlato con lui e ho trovato una sua sensibilità, perchè i limiti imposti dalla legge Balduzzi vengano abbassati visto che il problema della diminuzione demografica è di tutta Italia. Non possiamo più avere i 500 nati per mantenere una maternità: passiamo a 400. Se così fosse questo ospedale non avrebbe dovuto da tre anni chiedere la deroga”.
Valentina Vadi, Presidente Conferenza dei sindaci: “Il Presidio ha numeri molto positivi e anche il punto nascita ha anche una direzione forte e strutturata questo ci rassicura che in questo anno i 500 parti potranno essere raggiunti anche grazie al supporto importante della direzione aziendale che deve mettere in campo tutte le iniziative tecniche necessarie affinchè possiamo raggiungerli, un’azione che porti le donn e del Valdarno a partorire in questo punto nascita. Noi come sindaci del Valdarno siamo uniti: non ci possiamo permettere di ritrovarci con l’ospedale della Gruccia senza punto nascita. Se il Governo concederà la deroga è un bene ma il nostro obiettivo è quello di arrivare ai 500 parti”.
Patrizia Bobini, direttore Ospedale del Valdarno: “L’incontro è stato positivo. E’ stato messo in evidenza quanto il punto nascita sia strategico per il nostro ospedale e come nel tempo abbia avuto miglioramenti che hanno portato a un incremento dell’organico medico, che ora a regime. Benchè il calo delle nascite sia un calo fisiologico, abbiamo fatto tutto ciò che necessario per aumentare l’attrazione verso il punto nascita portando avanti azioni con il Valdarno fiorentino. Stiamo cercando di portare avanti anche azioni che possono produrre risultai a medio e breve termine: abbiamo già avuto un incremento delle nascite nell’ultimo periodo. Metteremo in atto tutto ciò che si può fare per ottenere risultati ancora migliori”.
Filippo Francalanci, direttore ostetricia e ginecologia ospedale della Gruccia: “Il punto nascita del Valdarno sta lavorando ad alta intensità negli ultimi sedici giorni abbiamo avuto 30 parti. La nostra funzionalità è al top anche come numero di medici, ostetriche e infermiere. Il reparto non ha alcuna problematica e si contraddistingue per la sua fisiologia. Il numero dei parti a livello nazionale è in diminuzione ed è un problema: per aumentare attrattività del nostro ospedale stiamo cercando di mettere in atto alcune iniziative”.
