Porta la firma di tutti i consiglieri di minoranza di Figline e Incisa, la replica alle parole pronunciate dalla Commissaria prefettizia sulla questione della Taric. Silvio Pittori, Enrico Buoncompagni, Andrea Vannini, Giulia Mecacci, Luca Scrivanti, Umberto Ciucchi, Elena Cencetti, Sandro Sarri ed Enrico Venturi sottoscrivono un documento comune in cui ribadiscono che “l’approvazione del regolamento Taric è un atto politico”, chiedendo quindi al Commissario di non approvarlo.
“Abbiamo appreso che il ruolo del Commissario è quello di “favorire la continuità amministrativa” e di essere “di supporto alla Comunità”. Orbene – scrivono le opposizioni – sul tema della TARIC si è espressa di recente la Comunità, recandosi quasi duemila cittadini, pari a circa il 20% di coloro che si recano comunemente alle urne in questo Comune, a sottoscrivere la modulistica contraria alla TARIC e ciò non per appartenenza politica (molti elettori del PD hanno sottoscritto il documento), ma perché è noto come questa trasformazione abbia causato nei Comuni in cui ciò è accaduto, aumenti nell’ordine del 30% ogni anno a fronte di una risparmio per le famiglie virtuose nel conferimento di circa un euro al mese (euro 12,50 ogni anno)”.
Per questo, i consiglieri di minoranza affermano che “è interesse della Comunità che l’adozione del regolamento TARIC, pregiudiziale alla stessa Taric, sia discussa politicamente dopo la prossima tornata elettorale. D’altronde, leggendo con attenzione le parole del Commissario, si evince come il suo operato sia soltanto di natura amministrativa, lontano da qualsiasi connotazione politica. Orbene, nella delibera della Giunta dell’8 maggio 2025, nr. 134, la Giunta stabiliva di “rinviare a successivo atto consiliare l’approvazione del nuovo Regolamento tariffario e del Regolamento del servizio rifiuti” . È evidente che questa approvazione, delegata per volontà espressa del Sindaco e della Giunta alla sala Consiliare, cioè a chi, in rappresentanza dei partiti e delle liste civiche, è chiamato a dare un indirizzo politico ed amministrativo alla Amministrazione, costituiva a tutti gli effetti un atto di natura politica e non meramente amministrativa. Tant’è che la crisi del Sindaco e della Giunta, provocata politicamente dalla posizione assunta dalle forze di opposizione e dal PSI, ha raggiunto l’apice proprio nel contesto della votazione di tale regolamento, e quindi all’atto di esprimersi politicamente su detto provvedimento”.
“In ragione di ciò, riteniamo che la mancata adozione ad opera del Consiglio del duplice regolamento esprima non soltanto una contrarietà all’adozione della TARIC da parte dei cittadini, rappresentati dai Consiglieri uscenti, ma principalmente la natura politica di questa adozione, che è opportuno resti di competenza del nominando Consiglio comunale”. Ed è per questi motivi che i consiglieri uscenti di opposizione invitano “il Commissario ad astenersi dall’approvare i regolamenti sopra richiamati, approvazione che costituirebbe un atto di natura strettamente politica oltretutto contrario agli interessi dei cittadini, regolamenti già bocciati dai rappresentati politici, cioè dai Consiglieri uscenti di opposizione e del Psi, come dimostra l’impossibilità del Sindaco di ottenere sul tema la formazione del numero legale in Consiglio”.

