Vite creative: le opere in pietra nel giardino di Gino

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Gino è un signore valdarnese, di Loro Ciuffenna, con una passione per le creazioni in pietra. Nel suo giardino si trovano tutte le opere che ha creato e che raccontano una propria storia.

“Questa passione è nata da quando lavoravo, ero un dipendente del comune di Loro Ciuffenna e portavo i ragazzi a scuola mentre nel tempo avanzato facevo il giardiniere del comune. Dopo sono andato in pensione e mi sono dedicato a questo lavoro facendo anche dei lavori per degli amici tipo rocciosi, ruscelli ecc.. Nel mio giardino ho voluto invece fare qualcosa di diverso dalle altre cose, per cui ho iniziato a fare Loro Ciuffenna in miniatura. ”

Gino racconta che la realizzazione è durata tre anni e mezzo e che l’idea è nata quasi per caso: una domenica, dopo pranzo, ha preso un piccone e ha cominciato a smontare una parte del giardino. Sua moglie è uscita con l’espressione di chi si chiede “ma che stai combinando?”, ma lui, da quel momento, ha iniziato il lavoro.

Nel suo giardino è possibile osservare diverse creazioni oltre a Loro Ciuffenna in miniatura, come la Chiesa di Padre Pio, il santuario di Lourdes, un uomo al gabinetto che fa i suoi bisogni sul 2020 per indicare che è stato un brutto anno, la spada nella roccia e un gladiatore.
Per quanto riguarda il santuario di Lourdes, Gino ha raccontato che si tratta di una ricostruzione molto curata: si entra come nel luogo originale e si arriva alla zona dove si acquistano le candele, che idealmente dovrebbero essere messe nel candelabro, ma poiché quest’ultimo è sempre pieno vengono poste nel cestino accanto, con l’intenzione di spostarle poi nel candelabro. Nell’area ci sono anche le panchine e una signora con un cartello con scritto “silenzio”, perché quando Gino ci è stato anche se parlava a voce bassa è stato fermato dalla signora, che gli ha indicato il cartello.

Gino spiega così il proprio approccio al lavoro e al processo creativo, evidenziando la necessità di avere una visione dell’opera già definita prima di iniziare: “In pratica sono cose che le devi vedere finite prima di iniziare, perché se no non vai da nessuna parte. Io una cosa la vedo finita prima di iniziare e allora sai dove mettere le mani, cosa fare e come ti viene. Se non hai questa prospettiva diciamo vai da poche parti… Che poi sì c’è da scolpire il sassolino, murarlo, ma è una cosa che ti viene spontanea. Sono le mani che fanno da se.”

Alla domanda sul perché abbia scelto proprio i sassi come materiale, Gino sottolinea l’importanza dei dettagli nel rendere riconoscibile il paese: “Il paese di Loro è un paese antico, vecchio e naturalmente la materia è il sasso, non lo potevo fare con altri materiali insomma. Quindi per riprendere proprio l’aspetto del paese, poi ho fatto tutti i minimi particolari perché sono i particolari che fanno la differenza.”

Molte persone vengono a vedere il giardino di Gino e a scattare fotografie; alcuni turisti stranieri gli hanno addirittura lasciato un bigliettino nel cassetto della posta. «C’è stato le scuole, ci vengono i matrimoni a farsi le foto, tutte queste cose qui insomma. Vengono tante persone a vederlo, quello che mi fa molto piacere.»

Parlando della sua opera preferita, Gino indica la chiesina di Padre Pio come il lavoro a cui è più legato, senza però svelarne il motivo, che definisce personale che riassume nelle parole: «gliela dovevo». Guardando invece al futuro, spiega come la mancanza di spazio rappresenti oggi il principale ostacolo alla realizzazione di nuovi progetti, nonostante il desiderio di proseguire il paese.

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