05.04.2016  14:52

Parità di genere: Valentina Vadi al Senato per illustrare la legge elettorale toscana

di Monica Campani
La consigliera regionale Valentina Vadi ha partecipato alla conferenza stampa al Senato sulla parità di genere nelle leggi elettorali, nazionali e regionali


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Data della notizia:  05.04.2016  14:52

La consigliera regionale Pd Valentina Vadi ha partecipato a una conferenza stampa al Senato per illustrare la legge elettorale toscana sulla parità di genere nelle leggi elettorali, nazionali e regionali. Presenti, tra le altre, Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato, Maria Elena Boschi, ministro per le riforme e la senatrice Donella Mattesini.



"Nel consiglio regionale della Toscana il 27, 5% è donna. Alle elezioni di maggio 2015 ne sono state elette 11 su un totale di 40 componenti - ha spiegato Valentina Vadi - Siamo secondi solo all'Emilia Romagna. Un risultato che frutto di un importante lavoro politico e legislativo di promozione della presenza di donne nelle istituzioni che la Regione ha portato avanti con decisione, recependo norme nazionali ed europee".

"Due sono stati gli elementi significativi introdotti dalla legge elettorale del settembre 2014: alternanza di genere nella composizione delle liste circoscrizionali e la doppia preferenza di genere nel momento dell'espressione del voto. Una normativa apripista anche per altre realtà territoriali. Ci sono regioni in cui la parità di genere nelle istituzioni appare una chimera. In Basilicata su 20 eletti non c'è neanche una donna; in Calabria ce n'è una su 30; in Abruzzo sempre una su 29. Non meno colpiscono i dati della Lombardia: su 79 eletti, solo 15 sono donne. In Piemonte arrivano al 26%, In Toscana al 27,5 e in Emilia Romagna al 34,7. Non voglio fare una classifica; non è una questione di primati. Ma è giusto dire che là dove c'è stata una chiara volontà di recepire norme che io giudico di civiltà, i risultati si vedono. Non è un caso che anche il Governo chiede di inserire la doppia preferenza in tutte le leggi elettorali regionali basate su questo criterio di scelta. Una norma che auspico sia recepita anche dalle Regioni a Statuto speciale. Proprio quello strumento che la Toscana ha introdotto prima di ogni altra, come principio di buonsenso. Responsabilità, ruoli e professionalità che le donne esprimono nella società devono essere rappresentate adeguatamente anche nelle istituzioni; un passaggio non più rinviabile. La Toscana sta dando un contributo fondamentale in questa battaglia".

"Sarebbe bello, in un futuro non troppo lontano, non avere più bisogno di 'doppie preferenze' per garantire la presenza delle donne nelle istituzioni. Per un motivo molto semplice: la parità di genere è un principio che per natura troviamo dentro di noi, e che purtroppo nella storia non è stato rispettato, ma stravolto. So bene che la strada è ancora lunga, ma se la percorriamo con determinazione i risultati arriveranno. Non è solo una questione di numeri, ma di civiltà".

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