03.05.2018  17:03

La storia dell'eccidio di Pian d'Albero protagonista della rassegna "Le parole che non ti ho detto"

di Monica Campani
Matteo Barucci presenterà il libro che ricostruisce quello che successe a Pian d’Albero, località sulle colline di Figline, domenica 6 maggio alle 17.15 al Circolo Sociale di Meleto


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Data della notizia:  03.05.2018  17:03

Il 20 giugno 1944, a Pian dell'Albero, sulle colline di Figline, morirono sotto i colpi delle truppe nazifasciste 39 persone, tra cui il dodicenne Aronne Cavicchi, ucciso insieme al padre e al nonno. Matteo Barucci, bibliotecario e socio dell’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età Contemporanea, ha ricostruito la vicenda nel libro  “Sulla strada per Firenze. La Brigata Sinigaglia e la strage di Pian d'Albero".

La presentazione avverrà domenica 6 maggio alle 17.15 al Circolo sociale di Meleto nell'ambito della rassegna itinerante "Le parole che non ti ho detto". Sarà la Memoria, valore sacro per la comunità cavrigliese, il tema del prossimo appuntamento della rassegna letteraria itinerante promossa dall'Amministrazione Comunale che anche in questo 2018 ha portato a Cavriglia autori importanti con cui affrontare tematiche attuali e creare spunti di riflessione.

Il libro: "20 giugno 1944. A Pian d’Albero, nel casolare isolato fra i boschi del Chianti e del Valdarno della famiglia Cavicchi, hanno trovato rifugio per la nottata di piogge decine di ragazzi che hanno appena scelto di diventare partigiani. Pochissimo armati e colti di sorpresa, non possono reagire all’attacco tedesco di quel mattino. Molti riescono a fuggire, ma molti altri cadono uccisi sul posto; i restanti vengono presi prigionieri, insieme all’adolescente Aronne e al padre Norberto della famiglia contadina che li aveva ospitati, per essere poi impiccati a Sant’Andrea a Campiglia, vicino al comando tedesco. In seguito a questa strage la Brigata Sinigaglia, nonostante i successi delle settimane precedenti, rischia lo sbandamento, ma riuscirà a risollevarsi partecipando in prima linea alla liberazione di Firenze".

 

 

 

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